Vigor Basket Conegliano vs Pallacanestro Mestrino 65-45 (15-12; 25-23; 51-33)

Vigor Basket Conegliano: Ndiaye 16, Cazzolato 2, Favalessa, Zamattio 6, Cavinato 6, Bonesso 12, Bandiera 11, Negro 1, Armellin 1, Perencin, Bortolini 10, Zanchetta. All. Fuser/Sanson/Benincà.

Pall. Mestrino: De Mesa 2, Trentin 4, Pegge 7, Girotto, Cocchi, Mamondi 2, Rago 8, Meridio 1, Soranzo Em. 1, Bettio 12, Destro 4, Guerra 4. All. Liberalotto/Scarciglia.

Note: Conegliano TL 18/24, T3pti 3 (2 Bonesso, 1 Ndiaye). Mestrino TL 5/8, T3pti 2 Pegge.

Arbitri: Chignola e Mihalich.

Com’era lecito attendersi, col debutto casalingo sono arrivati anche i primi due punti della stagione.

Diversamente da quel che ci si augurava, però, la vittoria é stata sì netta ma tutt’altro che spumeggiante. Non eravamo più a Mortise, ma tanti difetti emersi contro il Guerriero si sono rivisti anche contro Mestrino. Anch’essi padovani, ma con nient’altro in comune, tecnicamente fisicamente e nemmeno in termini di esperienza. Con nulla da perdere, questo è certo.

E per metà partita ci hanno tenuto lì, impantanati a litigare col ferro. Ad imbrigliarci nella mediocrità, con scarso approccio mentale, vagabondi in un gioco che ancora non interpretiamo al meglio. Ma è questione di attitudine. E mancanza di punti cardinali sul parquet. C’è chi ci prova a caricarsi sulle spalle la squadra, ma sono ruoli in fase di definizione e con apporti altalenanti.

Scarso, troppo scarso é il contributo realizzativo dato dal tiro da fuori, oltre i seiesettantacinque in particolare. 3/20 é una prestazione oggettivamente povera per i raffinati polpastrelli della nostra batteria di tiratori. Segno evidente che il problema non è nelle mani, in linea di massima nemmeno nelle scelte, ma nella convinzione. E quando ci siamo tolti di dosso qualche zavorra, é infatti arrivato il break che ha segnato la partita.

Ndiaye c’è stavolta, e pure Bandiera. Gli unici a tirare avanti il carro nei primi due quarti sono stati anche i principali fautori dello scatto che in 10 minuti ci ha portati sul +18. Zamattio ed un paio di triple di Bonesso hanno poi portato a termine l’opera, lasciando i ragazzi di Liberalotto al palo. Ma la miscela esplosiva è poi finita qui. Un quarto quarto in controllo ci ha visti traghettare lentamente verso l’ultima sirena, con la gioia finale di una vittoria in qualche modo riparatrice ma non curatrice.

Non c’è ancora molto da sorridere dunque, c’è tanto da lavorare. Com’è se vogliamo naturale in questo periodo della stagione, ma per noi sarà vietato ogni calo di tensione. Per far crescere in fretta anche i nostri giovani, innanzitutto. E “per costituzione”, per come siamo strutturati e perché storicamente sappiamo che da noi la costanza non è in dotazione.

Guardiamo avanti, sempre!

Forza fioi!

Forza Vigor!