Potremmo cominciare da quell’abbraccio. Lungo, liberatorio, quasi a voler fermare il tempo. Coach Guzzonato che stringe a sé il suo mentore, Paolo Boscarato: dentro quel gesto c’è un percorso intero, fatto di fiducia, insegnamenti, cadute e ripartenze. Un abbraccio che vale più di qualsiasi tabellino.
Oppure potremmo partire dalle gradinate del PalaVigor stracolme come fosse un play off della serie C. Decine e decine di ragazzi delle giovanili, di ieri e di oggi, accorsi senza bisogno di inviti, richiamati da un senso di appartenenza che non si spegne con il tempo. Occhi lucidi, applausi sinceri, il cuore che batte all’unisono per quegli stessi colori che li hanno fatti crescere.
Ma la verità è che non c’è un vero inizio. Perché certe serate non nascono all’altezza della palla a due: prendono forma anni prima, nei gesti ripetuti mille volte, nelle parole sussurrate a fine allenamento, nelle incazzature di Matteo quando prova a tirare fuori il meglio da ogni ragazzo. La perfezione non esiste, è vero, ma qualcosa che le assomiglia vive dentro ciascuno di noi e “Guz” lo sa!. Non è retorica dire che la Vigor è una famiglia prima ancora che una squadra. La Vigor è inclusione, è attenzione all’altro, è anche “sociale”. La Vigor è comunità.
I ragazzi, ieri sera, hanno dato il massimo. Hanno dimostrato di avere tantissime qualità tecniche e tattiche, oltre a un grande rispetto per l’avversario.
Vorrei ricordare i nomi di questi 14 impavidi fioi che ci hanno regalato una botta di vita eccezionale. Partirei dal capitano e, a mio giudizio, MVP delle finali: Davide Negro, che ha impostato la sua vita su tre cose per lui fondamentali: la scuola, Francesca e naturalmente la Vigor. Si allena tutti i giorni e tre volte a settimana svolge anche il doppio allenamento con la Serie C. Sta piano piano ritagliandosi spazio anche con la prima squadra, diventando un punto di riferimento sia per Guzzonato che per Fuser. Più o meno sullo stesso piano, per quanto riguarda l’assiduità negli allenamenti, c’è Matteo Armellin: caparbio e tosto, un po’ discontinuo ma sicuramente decisivo nell’economia del gioco.
Nicola Perencin, invece, è una sicurezza. Giocatore all-round, ottimo rimbalzista, gioca spalle a canestro e dal perimetro non disdegna il tiro pesante. Impiegato anche lui da coach Fuser con la serie C. Proseguiamo con Davide Malavisi, carattere d’oro, gran bravo ragazzo e discreto difensore. Eric Modolo ha grandi doti atletiche che però non sfrutta ancora pienamente. Filippo Dalto, il taciturno della squadra: quando viene impiegato sa sfruttare molto bene le sue doti di tiratore da tre punti. Ettore De Marchi, lo “straniero” del gruppo, noalese DOC. Gambe e mani velocissime, grandissimo difensore, giocatore di cui è impossibile privarsi. Marco Pizzin, play con licenza di penetrare tra le maglie delle difese altrui: mano gentile e tanta voglia di far bene. Questi primi ragazzi sono tutti classe 2008.
Passiamo all’annata 2007, dove ritroviamo con immenso piacere (e lui lo stesso) Enrico Drioli, tornato alla Vigor dopo altre esperienze. Paolo Paoletti, la nostra “torre”, che però non troviamo lì sotto le plance, bensì molto più lontano a lanciare “bombazze” che spesso vanno a segno. Ed ecco Daouda, detto “Momo”, ragazzo di colore con grandi doti atletiche: a volte però si perde in un bicchier d’acqua e coach Guzzonato gli dà delle sonore svegliate! Ed infine “Pino” Maccarrone, play di razza, discreto realizzatore, grande visione di gioco e leadership conclamata. Due sono i nostri fuori quota classe 2006: Simone Raccanello, proveniente dal Valbelluna, rimbalzista e discreto realizzatore da sotto, e Simone Casagrande, gran lavoratore, ottimo difensore e anche realizzatore.
Ecco, questi sono i nostri “eroi”, che si sono insigniti del titolo di CAMPIONE INTERREGIONALE UNDER 19 GOLD, un trofeo che qui alla Vigor mancava da una decina di anni. Ora però viene il bello. È notizia fresca di stamattina l’inserimento della squadra nel girone 3 con: The Team Riese (di nuovo), Buster Verona, Logorai Basket (Trentino), Curtatone (Mantova) e le ultime dei gironi Eccellenza del Veneto, cioè Petrarca Padova, dell’Emilia-Romagna, la Fortitudo Academy, e della Lombardia, Gallarate.
Qui viene davvero il bello: un girone di ferro, affascinante e durissimo, che metterà alla prova carattere, organizzazione e fame di questi ragazzi. Nessuno regalerà nulla, ma la Vigor ha dimostrato di avere un gruppo unito, qualità tecniche e soprattutto lo spirito giusto per affrontare qualsiasi sfida. Sarà un percorso impegnativo, fatto di trasferte lunghe, palazzetti caldi e avversari blasonati, ma anche un’occasione straordinaria di crescita e di confronto ad altissimo livello.
Ora la parola passa al campo: lì dove questi “eroi” hanno già scritto una pagina importante della nostra storia e dove, passo dopo passo, proveranno a scriverne un’altra.
Forza Vigor! Sempre!
