Vigor Conegliano vs BVO Caorle 76-73 (20-20; 35-31; 59-57)

Vigor Conegliano:
D’Este 3, Casagrande 8, Ronca 13, Bosco 4, Michelin 9, Tintinaglia 4, Solfa 4, Lenti Ceo 10, Bariviera 12, Marsura 3, Zanchetta 6, Marcon. All. Fuser.

BVO Caorle:
Mazzarotto 4, Rubin, Martin, Toffolo, De Marchi 12, Parisatti 2, Tourn 27, Pauletto, Dose, Tronchin 2, Battiston 3, Truccolo 23. All. Zorzi.

Note:
Conegliano TL 19/28, T3pti 5 (2 Bariviera, 1 Casagrande, 1 Marsura, 1 Lenti Ceo). Usciti per falli Ronca, Tintinaglia e Lenti Ceo. Antisportivo a D’Este e Lenti Ceo, tecnico a Lenti Ceo e alla panchina. Caorle TL 22/31, T3pti 5 (4 Truccolo, 1 Battiston). Uscito per falli Parisatti, tecnico alla panchina.

Arbitri:
Langaro e Rebellato.

L’ho predicato mediaticamente nel pre partita: i playoff fanno storia a sé e tutto quel che è successo prima non conta più. Conta esser qui, con la testa giusta e col cuore, per lottare su ogni palla. Bene, è esattamente quello che i ragazzi sono riusciti a fare! E non era facile, credetemi. Perché l’avversario arrivava in via Filzi con una forte inerzia a favore, sia in termini di fiducia che – ovviamente – di roster. L’iniezione di Truccolo e Parisatti in una squadra già dotata di muscoli e talento ha permesso a coach Zorzi, pur soffrendo tremendamente a causa del Covid, di arrivare al girone Oro con un forte vento in poppa.

Al contrario nostro, che il vento contro l’abbiamo sofferto parecchio nelle ultime uscite, in cui non abbiamo espresso quanto di buono avevamo fatto vedere fino a marzo. Evidentemente, ci serviva una scossa, quell’adrenalina che solo le partite importanti ti danno. E contro Caorle abbiamo di nuovo ammirato quella Vigor caparbia, a tratti confusionaria magari, ma capace di rimediare agli errori e capitalizzare le scelte buone. Nonostante un avversario che non ha mai mollato la presa, usando tutto il proprio arsenale fisico e tecnico, che li ha portati a cedere solo sul filo di lana.

Insomma, ne è uscita una partita emotivamente estenuante ma che per quasi due ore ha tenuto tutti con gli occhi ed il cuore sul parquet. Fin dai primi minuti si è capito che i nostri avrebbero fatto sul serio. Con un Ronca ancora in palla dalla Next Gen Cup, con un Tobe Zanchetta sul pezzo e D’Este in formato Bip-bip.

Luca D’ Este in entrata

In un amen i litoranei si trovano sotto di otto. Ma la sberla provoca una reazione e, dopo il time-out chiamato da Zorzi, Ignacio e Truccolo iniziano una lunga esposizione del loro campionario di giochi di prestigio. Il mancino col #14 usa il perno come un “tanguero” per arrivare ad appoggiare al ferro. Il pordenonese con la #30 invece potrebbe scrivere un manuale sul tiro da tre in uscita dai blocchi. Risultato: punteggio ribaltato e Caorle sopra di quattro. Questa è stata però l’unica occasione in cui gli ospiti sono riusciti a mettere il muso avanti.

Chiuso il primo quarto in perfetta parità, sono poi stati sempre i nostri a comandare il tabellone, raggiungendo più volte vantaggi di 6 o 7 punti. Sempre prontamente rintuzzati da De Marchi & Co. Così è stata la trama del resto della gara, con i nostri fioi mai capaci di piazzare la fuga decisiva. Con Caorle quasi sempre a zona, siamo spesso riusciti a non affidarci solo al tiro dalla lunga, comunque ben interpretato da Bariviera. Contro i due signori sopra citati, siamo riusciti ancora una volta a trovare iniziative e soluzioni difensive ed offensive importanti anche con chi subentrava dalla panca. Chetto Casagrande e Bosco hanno trovato canestri e rimbalzi vitali per il risultato finale. Entrambi sono stati tenuti in campo da coach Fuser negli ultimi ed infuocati minuti di gara.

Il playmakerino ha saputo ben sopperire alla serata non esattamente di grazia di Michelin, a tratti un po’ appannato, ma pur sempre importante nella gestione. Il nostro lungo atipico ha invece ben supportato Solfa e Zanchetta sotto i tabelloni, trovando un canestro fondamentale per la vittoria.

Bosco, Michelin e Solfa a rimbalzo

Già, perché l’ultimo minuto è stato da infarto. Mi correggo, gli ultimi 40″.

Ancora una volta in vantaggio di 6, con la quarta tripla di Truccolo, un anti-sportivo ingenuo ed un pasticciaccio dal palleggio che ha regalato un’ulteriore rimessa offensiva a Caorle siamo arrivati a concedere un tiro dall’arco per il possibile supplementare che si è fortunatamente spento sul ferro. E con la sirena è esplosa tutta la gioia del nostro caloroso pubblico in tribuna! Gioia meritata, forse perché inaspettata. Diciamocelo. Gioia a cui però dovrà essere dato un seguito, perché la vittoria di domenica non vale nulla se fine a sé stessa.

Il preambolo é sempre lo stesso, bisogna resettare un’altra volta ed andare a Caorle come se fossimo zero a zero. Soprattutto, per gara-2 mi auguro che la pallacanestro abbia la meglio su atteggiamenti che finiscono per rovinare solo il quadro. Le “americanate” lasciamole alla TV, sia quelle irriverenti che quelle sporche in stile Bad Boys di fine anni ’80 a Detroit. La tensione già alta per la posta in palio non ha certo bisogno di essere tramutata in bagarre (che rende tutto più difficile anche per i grigi).

Godiamoci il nostro sport!

E che vinca il migliore!

Forza fioi!

Forza Vigor!