E’ la prima volta nella storia della società, che la Vigor si affida ad un preparatore atletico dedicato solo per le squadre giovanili; questo per rimarcare il fatto della nostra massima dedizione  nei confronti dei giovani e futuri atleti. Con immenso piacere, lo sceglie tra i suoi ex tesserati. Lorenzo Casagrande, dopo aver mosso i suoi primi passi al Collegio Immacolata, viene inserito nel gruppo dei ’94 della Vigor nell’ambito del progetto “Alta Marca Basket” disputando con onore i campionati Under 17 e Under 19 (con quest’ultima ottiene, tra l’altro, il titolo di Campione Regionale). Nella sua breve carriera da cestista ha avuto anche l’opportunità di far parte, come under, della prima squadra in serie C. L’ultima esperienza da giocatore l’ha fatta con il Cus Verona diventando già al secondo anno di università, il preparatore della stessa squadra. Il suo sogno era ed è  quello di applicare alla pallacanestro una educazione atletica specifica. Chi meglio di un ex giocatore può conoscerne le caratteristiche?

Ma andiamo a conoscerlo un po’ meglio!

Lollo, puoi dirci cosa provi ad essere tornato dopo tanti anni alla Vigor in veste di preparatore fisico? 

Sicuramente il primo allenamento ad Agosto sarà un mix di emozioni! Al Palavigor ho tanti bei ricordi dovuti agli anni da giocatore e mi fa sempre effetto entrare in palestra (che ora si è modernizzata un po’ rispetto a come la ricordavo). Non vedo l’ora di tornarci con una veste nuova e portare il mio aiuto ad allenatori e ragazzi del settore giovanile”.


Come ti descrivi come tecnico? Quali sono i tuoi pregi e i tuoi difetti?

“Come tecnico cerco di avere il giusto mix tra serietà e leggerezza, cercando di far capire ai ragazzi che c’è il momento giusto per scherzare un po’ e quello di lavorare sodo senza far volare una mosca. Un pregio? Penso di essere un buon ascoltatore con i ragazzi e cerco sempre di mettermi nei loro panni; a volte noi allenatori facciamo tante richieste ma dobbiamo ricordarci che abbiamo di fronte dei ragazzi in crescita. Un difetto? Forse qualche volta mi dilungo troppo nel parlare e spiegare, ma lo faccio perché ci tengo a far capire agli atleti perché stiamo facendo determinati esercizi o allenamenti”.

Quand’è che ti accorgi realmente di aver fatto un buon lavoro?

“Il mio ruolo ha molte sfumature all’interno del risultato di una squadra, al di là della singola vittoria o sconfitta della Domenica. Personalmente trovo piccoli e grandi risultati in ogni allenamento della settimana, da Agosto fino a Giugno, considerando come obiettivi la prevenzione infortuni, la qualità del movimento, fino alla performance e alla crescita dei giocatori. Poi al di là della parte tecnica, credo si faccia un buon lavoro quando si riesce a creare un buon rapporto con ogni giocatore, nessuno escluso”.


Oltre ad essere qui sei anche da qualche anno il preparatore fisico delle ragazze del BFC, quali sono le differenze tra allenare i maschi piuttosto che le ragazze?

“Tra maschi e femmine esistono alcune differenze anatomiche e fisiologiche che devono essere tenute in considerazione durante un percorso di preparazione fisica, oltre che ad una programmazione leggermente diversa. Senza scendere nei tecnicismi, il lavoro con le giovani atlete è molto simile a quelli dei maschi, specialmente in fase di crescita in cui le donne sono più precoci in alcuni aspetti. Con il BFC abbiamo iniziato a strutturare il modo di lavorare sul fisico già dalle piccole, con esercizi propedeutici e rapportati alle possibilità di ognuna, ottenendo ottimi risultati stagione dopo stagione”.


Il tuo metodo di lavoro si ispira a qualche personaggio di tua conoscenza?

“Penso che copia-incolla non funziona mai se non ci metti del tuo, quindi ti direi che non c’è una singola persona. Sicuramente in Italia l’influenza di Francesco Cuzzolin è stata importante nel portare informazioni, metodi e mentalità al movimento di preparatori fisici, me compreso. Ad ogni modo in questo settore non si smette mai di aggiornarsi, studiare, ricercare ed imparare. O ti formi o ti fermi”!!!


Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Bella domanda…appena trovo il cassetto te lo faccio sapere”!


Da qui a 30 anni come ti vedi?

“Fammi fare due conti, tra 30 anni ne avrò…57. A quel punto della vita credo avrò raccolto ciò che ho seminato e magari sarò ancora al Palavigor a divertirmi, chi può dirlo”!

Quali sono i tuoi passatempi oltre il lavoro?

“Sportivamente parlando mi sono appassionato e sto praticando tennis con regolarità. Trovo che ti ponga davanti ad una sfida diversa rispetto ad uno sport di squadra: li il primo avversario di te stesso sei proprio tu. A casa poi devo dire che mi diletto ai fornelli con discreti risultati. Cavalli di battaglia: risotti e biscotti al cioccolato”!


Quale è stata la situazione o episodio di cui hai tratto una felicità immensa?

“Sportivamente parlando ti racconto di Alice, giovane giocatrice del BFC, che purtroppo qualche anno fa si fece male al ginocchio, rompendo il Legamento Crociato Anteriore. Alice fu davvero brava, tenace e motivata durante tutto il recupero e instaurammo davvero un bel rapporto di comunicazione e fiducia. Vederla tornare in campo è stata davvero una soddisfazione grandissima per me, dopo tutto il lavoro di mesi fatto insieme, e con performance in campo migliori del pre-infortunio”! 

Idee semplici, chiare e concise. Pensiamo di aver fatto un vero “colpaccio”  assicurandoci le prestazioni di Lorenzo. Il nostro settore giovanile si è notevolmente arricchito e, vi assicuriamo che è decisamente in buonissime mani.

Buon lavoro Lollo, la Vigor è con te!