DNA, RNA, proteine spike o peplomeri che dir si voglia, recettori, virus e vaccini, AIFA ed EMA. In questo periodo non serve una laurea in CTF per sapere e capire di cosa si parla. Acronimi e vocaboli ahi noi quotidiani per tutti. Ma Tobia la laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche ce l’ha e sa meglio della maggior parte di noi di cosa si parla. E la nostra chiacchierata in macchina post lavoro da quale argomento poteva partire se non dal famigerato SARS-CoV-2? Ogni parola in merito, però, rimarrà in quella conversazione privata. Non è questo l’ambito giusto.

Qui si parla di basket e di basket parleremo! Di DNA, sì. Ma di DNA Vigor. Già, perché l’acido desossiribonucleico contiene le informazioni genetiche di ognuno di noi. Quello biancorosso, però, non è per tutti.


Tobe ce l’ha, da quando aveva 11 anni e dalla Globus è passato in Vigor. Alle Brustolon, per capirci, è stato cresciuto dalla “nostra” e storica “maestra di basket” Graziella Zanchetta.

“Esatto Bicio, dopo il mini sono passato in Vigor dove ho fatto tutte le giovanili fino all’esordio in Prima Squadra, in C Gold, a 19 anni, contro Arzignano, grazie a Paolo Sfriso. Me lo ricordo bene!”

Me lo ricordo anch’io, facevo le statistiche per il play-by-play del sito FIP a quei tempi. E poi?

“Ero in quinta superiore, poi mi sono trasferito a Ferrara per studiare.”


E lì che pallacanestro, che ambiente hai trovato?

“Ambiente super, in entrambe le società in cui ho giocato. Sono tuttora in contatto con i miei ex compagni. Con la prima, nel 2017, ho vinto il campionato di Promozione. È ad oggi la più grande soddisfazione che mi abbia regalato la pallacanestro! A Zola Predosa, in finale, c’erano quasi 500 spettatori! Bologna, d’altronde.”


Eh già, Basket City… ma anche Ferrara ha una signora tradizione!

“Certo, ma il movimento è simile a quello coneglianese o trevigiano. In tribuna poi hai gli amici, il seguito dipende quindi dal gruppo squadra.”

Però d’estate, campetto di via Filzi sempre e comunque…

“Assolutamente! Se per gli altri l’estate è sinonimo di sole, piscina, mare o montagna, per me è solo CAMPETTO!”.


Cos’ha di diverso l’asfalto dal parquet?

“Il basket è sempre divertimento e sfida, ma al campetto ci vai con un’altra leggerezza. Senti meno il “dovere” dell’impegno. E poi è un microcosmo, in cui ti confronti con diverse età e diversi livelli. Il campetto accetta tutti. E di stagione in stagione ci vedi crescere o invecchiare i giocatori. Siamo in tanti e siamo una bella squadra!”


A proposito di squadra, quest’anno il campionato non s’ha da fare. Ti è mancata la competizione?

“Senz’altro, mi mancano le partite in casa, davanti al pubblico, ai nostri ragazzi del Mini e delle giovanili, davanti ai dirigenti. Ma è giusto così. Non ci sono le condizioni per garantire la salute a noi ed ai nostri conviventi. Fortunatamente la Vigor è attrezzatissima e con un controllo costante a suon di tamponi ci permette quantomeno di allenarci. A me basta per vivere la mia normalità!”

La tua normalità è fatta anche di una passione a quattro zampe, giusto?

“Beh, più che una passione è ormai una professione… sì, io e mia mamma alleviamo Cavalier King. Il primo l’ho avuto a 7 anni dopo aver “conosciuto” quello di un vicino di casa. Da allora, mai più senza!”


Che carattere hanno? Si dice che i cani assomiglino ai padroni…

“Sono cani che si adattano a tutti gli habitat. Sono vivaci, ma non hanno bisogno di sgroppare. Stanno bene anche in appartamento.”


Però ho letto che se sedentarizzati tendono ad ingrassare…

“Come tutti! Ma io fortunatamente ho Ale Schiavon che mi tiene sempre in forma! (li sentite anche voi i violini, vero?) Nel periodo della tesi e post laurea me l’ero vista brutta, ma ormai è storia vecchia!”.


Ebbravo Tobe!


Guardare avanti, ma senza dimenticare il passato. Questo è e dev’essere il mantra per affrontare con fiducia il futuro. Un futuro in cui poter tornare a parlare meno di RNA e più di NBA. Un futuro, magari, in cui poter tornare a parlare meno di virus e più di Vigor.Un futuro, magari, in cui poter vincere un altro campionato, così che il nostro Tobia possa mettere nella bacheca dei ricordi un’altra memorabile soddisfazione. Ovviamente, in tinte biancorosse.

Questione di pedigree.