Diamo spazio anche qui, sul nostro sito, alle interviste che leggete su “Conegliano Basket Magazine”, quelle naturalmente pertinenti alla nostra realtà cestistica. Nel numero 0 la prima chiacchierata di Marco Bicio Breda è con il nostro capitano da più di un lustro: Luca Marsura.

Non potevo che partire da lui. Non perché è il capitano o, quantomeno, non solo per questo. Luca Marsura, cestisticamente Mars, è un ragazzo che la testa ce la mette sempre. Non solo in campo, non solo nel basket. Non solo per questo è il capitano per cui riuscire a parlare di basket con lui toccando sfere un po’ più elevate del mero parquet non è stato difficile.

Tarda mattinata di sabato, mezzogiorno poco più, Mars con una birretta in mano, io con Cesare in braccio ad ascoltare la nostra videochiamata. In questi tempi pandemici, d’altronde, ci si vede solo così. E dalla pandemia non poteva che iniziare il tutto.

Da quasi un anno il maledetto virus sta condizionando la nostra vita, inevitabilmente anche quella sportiva. Quanto verrà condizionato il futuro del nostro basket da tutto questo?

“Non la vedo bene, onestamente. Nell’immediato, si parlava di iniziare il campionato di C Silver a marzo, ma non ci sono le condizioni. L’emergenza tutt’ora in corso non dà garanzie per la nostra salute, perché non siamo professionisti e, personalmente, non posso permettermi di giocare ogni tre giorni. Anche il lavoro viene prima del gioco. Nel medio termine, è meglio iniziare a pensare alla prossima stagione. Per quanto riguarda i più giovani del minibasket non vorrei che l’astinenza forzata dal gioco diventasse un’abitudine.Per gli adolescenti, non vorrei che il solo allenamento uno contro zero ne migliorasse sì i fondamentali ma che condizionasse la loro formazione caratteriale, disabituandoli al confronto con l’avversario, sotto tutti i punti di vista”.

A proposito di giovani. Ormai sei un veterano e qualche generazione te la sei ormai vissuta in palestra. Rispetto al giovane Mars, pensi che l’approccio al lavoro in palestra dei ragazzi sia cambiato?

“Più che altro è cambiato il basket, dove è diventato molto più importante l’atletismo. I ragazzi, tra cui i nostri, lavorano molto su questo aspetto e lo fanno con intensità. Chi sposa la filosofia Vigor non può che accettare anche il lavoro, a 360°. Il problema può al limite nascere con l’università, molto più frequentata ora. Capita che gli studi allontanino i ragazzi dal basket. Ma c’è anche chi si allontana da casa per studiare e continuare a giocare. Vedi Stecco Gellera a Roma, piuttosto che Fede Piccin a Milano”.

Il 2020 non è stato solo Covid. Ci sono stati anche altri problemi, di natura politica. Che si sommano ad altri che si protraggono da anni. Ci sono personaggi del basket che si sono apertamente schierati contro i poteri forti, le ingiustizie e le dittature. LeBron James schieratosi a favore del movimento Black Lives Matter e Enes Kantere Yelena Leuchanka schieratisi con i movimenti di protesta contro i regimi dei propri paesi, sono solo degli esempi. Pensi che lo sport possa essere un’arma efficace per avere un mondo migliore?

“Mamma mia Bicio, ma un’altra domanda no? Possono contribuire senz’altro alla propaganda, ma molto fa il dove e la relativa cultura. Mi spiego: in Italia uno sport come il calcio muove milioni di persone e crea dipendenza, ma i calciatori sono solo dei calciatori perché il tifoso non si aspetta nient’altro che veder calciare una palla da loro. Negli U.S.A. il tifoso cresce in una cultura completamente differente, dove lo sport si adopera da anni e costantemente per il sociale. L’atleta diventa dunque un idolo non solo sportivo. Poi ci sono realtà dove la censura non permette dissidenti, che possono manifestare il loro disappunto solo una volta scappati da lì. Cosa che non è sempre possibile”.

Beh, tutto sommato non mi pare d’averti messo in particolare difficoltà. Una domanda più seria adesso: come vedi Mandzukic con Ibra?

“Me li sogno di notte Bicio”!

Torniamo infine alla nostra realtà. Ed alle cose serie… Quando tutto ricomincerà (perché ricomincerà!), quanto ti piacerebbe vedere il palazzetto pieno alle nostre partite?

“Tantissimo! Vedere i ragazzi delle giovanili e del Mini, oltre che tutti gli altri appassionati, fa enorme piacere. Ti racconto una cosa: ad una partita dell’anno scorso, una mamma ha raccontato ad Ambra (la morosa, ndr) che il figlio, che avrebbe sfilato con noi alla presentazione pre partita, non aveva dormito la notte all’idea! Penso che portare i ragazzi al palazzo sia importante, per il nostro movimento, ma anche per loro stessi”.

Cari genitori, alzate dunque le antenne e ascoltate il capitano! Fine della birretta e grida di Cesare affamato. Ovviamente, questa è solo una sintesi molto molto succinta. E ci sono tante altre domande che avrei voluto e potuto fargli. Ad esempio, “perché hai pensato di frequentare un corso di lingua araba di sabato mattina?” Eh già, Mars è anche questo. Ma chissà che prima o poi glielo possa domandare in una nuova intervista…

Conegliano Basket Magazine