Siamo evidentemente destinati a soffrire. Questa lunga, frastagliata, frustrante stagione sembra si diverta a tenerci su questa graticola. A Verona, dopo gara-1, ci siamo sentiti ed effettivamente ritrovati con la mano sulla maniglia della porta per il Paradiso. A Verona, dopo gara-3, per quella porta c’abbiamo visto transitare la Cestistica.

La grande occasione creata con la vittoria esterna di undici giorni prima ci è dunque sfuggita di mano. Come una palla scivolata via dal palleggio, abbiamo in gergo “perso la maniglia”. Quando? Non giovedì sera nella vecchia palestra di via Ascari, ma domenica nel nostro palazzetto di via Filzi.

In un PalaVigor traboccante di gente, tifo, entusiasmo, affetto ed attaccamento alla nostra giovane squadra, i ragazzi hanno giocato la partita che dovevano giocare. Attenta, gagliarda, arrembante. Una partita passata al comando per 35’, controllando benissimo i due principali pericoli, Boscagin e Damiani. Una tripla inaspettata ed inaspettabile di quest’ultimo, però, come un fulmine a ciel piuttosto sereno, ha ribaltato l’inerzia. Croce ha poi cancellato con due canestri due quarti strepitosi per capitan Marsura e compagni ed un terzo passato a lottare faticosamente ma dignitosamente contro la fangosa difesa a zona proposta da Dacio Bianchi.

Avevamo dunque la mano ben salda su quella maniglia, ma uno schiaffo improvviso c’ha fatto perdere la presa. Presa che, obbiettivamente, sarebbe stata tanto dura riprendere giovedì. Perché gara-3 sapevamo sarebbe poi stata una partita brutta, in cui le nostre caratteristiche soprattutto caratteriali sarebbero state messe brutalmente alla prova.

E così è stato.

Gara-3 l’ha vinta Boscagin. La salvezza immediata se l’è presa la Cesta, che nell’arco delle tre gare ha non ha dominato, anzi, ma ha saputo trovare nella difesa a zona la propria “coperta di Linus” e dall’esperienza e dal talento dei suoi giocatori cardine i canestri e le giocate decisive. Oltre a quel pizzico di fortuna, che a noi si è avvicinato un po’ solo in gara-1, riallontanandosi poi riprendendo le distanze tenute in tutta questa stagione.

Il veterano Catta, che ne ha viste e vissute tante, ha ragione da vendere. Con la fortuna abbiamo un debito che nemmeno quello pubblico italiano. Ma contro Padova, da domani, dovremo continuare a non contare sul l’aiuto della dea bendata.

Siamo all’ultimo girone di questo purgatorio, siamo vicini alle fiamme infernali ma pur sempre col paradiso a portata di mano. Siamo all’ultima spiaggia, ma possiamo far sì che diventi per noi una baia caraibica!

Per cui giù tutto!

Forza fioi!

Forza Vigor!

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