Serie C Gold vs Virtus Murano

 

AMB Vigor Conegliano: Vendramelli 18, Moro 3, Cosmo 7, Alberti 10, Piccin, Tintinaglia 2, Michelin 3, Piovesana, Modolo, Alpago 9, Bosco, Zanchetta 8. All. Fuser, Francescon, Fardin.

Virtus Murano: Chiorri 4, Cagnoni 13, Sambucco 2, Varagic 6, Cresnar 9, Foltran, Causin 2, Tosi, Magnanini 11, Scarpa, Stanzani 9, Pettenò 17. All. Ferraboschi.

Arbitri: Dian e Peretti.

Note: Conegliano TL 14/18, T3pti 4/16, T2pti 17/39, uscito per falli Alberti, tecnico alla panchina. Murano TL 16/19, T3pti 7/21 (3 Pettenò, 2 Cagnoni, 1 Cresnar, 1 Magnanini), uscito per falli Varagic.

... non ha concesso sconti di pena ai nostri ragazzi, punendoli con un altro referto giallo. Rosa il colore del referto muranese, rosso (di pelo, per quanto abbia cercato di “confonderci” rasandosi i capelli) l’avversario che ha messo la parola fine sulla partita con un paio di triple mortifere. L’ultimo sussulto d’orgoglio che, nell’ultimo quarto, aveva riportato due volte lo svantaggio sotto la doppia cifra proiettando nell’immaginario di fede biancorossa una insperata rimonta con finale punto a punto, è stato improvvisamente ridimensionato da Marco Cagnoni.


Facendo prima il paio con una bomba di Pettenó che ci aveva spediti a -14, piazzandone una seconda a tappare un break di 8-2 che ci aveva riportati di nuovo a -8, Cagno non ha affatto tremato nel momento opportuno dimostrando che il feeling coi ferri del PalaVigor, a distanza di qualche mese, non è cambiato. È cambiata però la maglia da lui indossata, ed a gioire stavolta sono stati i lagunari.

Chi ha ancora tendenza a tremare, a non avere la necessaria confidenza col canestro, la presenza costante nei quaranta minuti e la giusta testa per buttarsi dietro le spalle questo periodaccio e ripartire, sono i ragazzi di Fuser.
Ci hanno provato, si sono battuti, ma anche abbattuti nei momenti topici del match, non sapendo trovare la chiave di volta giusta per reagire ai colpi ospiti.
La trama delle ultime quattro partite.

In sintesi: primo quarto in equilibrio, secondo quarto con importante strappo ospite, seconda metà di gara ad inseguire in modo affannoso, farraginoso e un po’ frustrato. Partita persa.
Ed è un peccato, un grosso peccato.
Perché stavolta più che nelle tre sconfitte precedenti la sensazione che quel referto rosa potesse finire negli archivi della nostra sede anziché imbarcarsi per Murano è oggettiva.

Ci è mancata la lucidità di sfruttare le lacune lagunari analizzate in settimana da coach Fuser e confermate in partita. Ci è mancato il cinismo per capitalizzare, ad esempio, il buon lavoro svolto - salvo qualche blackout - dai nostri lunghi atipici sui centimetri e chili di Cresnar e Stanzani, la semplice comparsata di un Varagic condizionato dai falli, il ritmo tutt’altro che indiavolato imposto da Chiorri e Magnanini, lo scarso contributo portato dal rientrante Causin. Questo, per quanto riguarda la fase offensiva degli uomini di Ferraboschi. Per quanto riguarda invece quella difensiva, eccetto l’apertura alare dello streetballer sloveno sempre pronta ad intimidire, Murano si è confermata vulnerabile, ma è stata attaccata spesso in modo disorganizzato o lento o sciagurato.

Quando è stata aggredita e presa in velocità, la squadra ospite ha dimostrato tutti i propri limiti. Quando le son stati concessi tempi e modi per ragionare in attacco e riposare in difesa, abbiamo subito tiri aperti, back door e secondi possessi e trovato poco spazio e timing per conclusioni efficaci. Quelle che invece hanno trovato Pettenó e Cagnoni.

I soliti Vendramelli e Alberti, coadiuvati dagli sprazzi di Zanchetta, Cosmo e Alpago, non hanno nemmeno stavolta potuto sobbarcarsi tutto il lavoro necessario a portare a casa il risultato. L’aggressività tardiva di Michelin, la frustrata e frustrante prestazione di Moro, le incertezze dei nostri under Piccin e Tintinaglia, sono lussi che al momento non ci possiamo permettere.

Ma non ci possiamo nemmeno permettere, e non credo sia neanche il caso, di star qui a rimuginare sugli errori commessi, su una sconfitta (o quattro) che non ci allontana dai nostri obiettivi stagionali e non ci deve allontanare dai nostri obiettivi di squadra.
Dobbiamo e possiamo tornare ad essere SQUADRA, quella che che nelle prime otto giornate di campionato ha portato in campo entusiasmo, combattività ed equilibrio. Tutti sappiamo che si può fare, tutti in fondo sappiamo cosa poter dare e come fare.
E allora facciamolo!

Forza fioi!

Forza Vigor!

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