Serie C Gold vs Basket Mestre

 

AMB Vigor Conegliano: Vendramelli 12, Moro 7, Cosmo 2, Alberti 13, Piccin, Tintinaglia 10, Michelin 4, Piovesana, Modolo, Alpago 3, Bosco, Znchetta 4. All. Fuser, Francescon, Fardin.

Basket Mestre: Boaro, Maran, Cucchi, Diminic, Colamarino, Bonesso, Rampado, Segato, Povelato, Gomirato, Salvato, Basso. All. Volpato, Giangaspero, Peruzzo.

Arbitri:Bortolotto e Pomari.

Note: Conegliano TL 8/16, T2pti 16/38, T3pti 5/27 (2 Tintinaglia, 2 Vendramelli, 1 Moro), uscito per falli Zanchetta. Mestre TL 16/19, T2pti 24/44, T3pti 9/25 (5 Boaro, 2 Cucchi, 1 Colamarino, 1 Basso).

Non ci sono alibi. Non hanno senso d’esistere.
Alla vigilia non partivamo di certo coi favori del pronostico, lo sappiamo benissimo, così sarebbe stato anche con l’intero organico a disposizione. Pertanto, è inutile aggrapparsi alla sfiga e alle assenze, piuttosto che ad altro. Mestre è più forte, punto.


Quel che più mi ha impressionato di Mestre, però, non è stata la superiorità tecnica, o quella fisica. Il 5/8 da tre del pistolero Boaro è stata una prestazione assolutamente nelle corde di un giocatore di categoria superiore. La doppia doppia del dominante Diminic, “illegale” per la C Gold, è un dato tutt’altro che eccezionale.
Ho preso i due esempi più significativi, solo per evitarvi la noia di una carrellata sul roster a disposizione di Volpato.

Dicevo, quel che più mi ha impressionato sono state la fame, l’intensità e l’attitudine portate in campo da ognuno di loro. Per quaranta minuti, ininterrottamente. Da chi ci è stato per ventisette a chi ci è stato per poco più di sei. Il mantra impartito dal coach è evidente, non sono ammessi cali di tensione per alimentare una mentalità vincente.

Qualcuno avrà certamente pensato “beh, ma sopra di trenta avrebbero potuto mollare un po’ e non infierire”. No. E il perché sta nel mantra. Ed è giusto così. Era forse meglio che iniziassero a fare “accademia”? Sarebbe stata una mancanza di rispetto.
Qualcuno ricorderà di certo come andò a San Vendemiano tre stagioni fa: stesso coach, stesso gap tra i due roster, stesso scarto. È un prezzo da pagare.

Quando si paga qualcosa, però, diventa di proprietà. Ecco, noi dobbiamo fare nostro l’atteggiamento dei giocatori mestrini e trarre il meglio da questa lezione. Perché la squadra in cima alla classifica è venuta a sbancare (è la prima quest’anno) il PalaVigor come se avesse dovuto giocare con la capolista? Perché noi invece abbiamo giocato contro la reale capolista senza lottare e dando comunque il massimo? Non avremmo vinto, in qualsiasi caso, ma abbiamo perso l’occasione per allenare la nostra mentalità. Questa è la cosa più mi dispiace.

Per la cronaca, come emerge dai parziali, i ragazzi sono rimasti in partita per un quarto e mezzo. Nonostante la poca serenità e convinzione, per 15’ ci hanno in qualche modo provato, subendo Boaro dalla lunga ma controllando bene o male i suoi compagni, facendo un po’ di confusione in attacco ma trovando la via seppur complicata per il canestro.

Quando Diminic, però, ha iniziato a far pesare la sua presenza, allora non c’è più stato nulla da fare. Specialmente quando di mezzo ci son messi pure nervosismo e frustrazione.
Un Alberti da doppia doppia (con due stoppate, una su Boaro ed una su Diminic) non ha potuto avere la stessa efficacia del croato. Ma ci ha provato.
Un Tintinaglia sfacciato come sempre non ha ancora il potere di scuotere i compagni. Ma ci ha provato.
Un Vendramelli sempre più responsabile - ma con ampi margini in difesa - non può ancora caricarsi l’onere di unica guardia realizzatrice. Ma ci ha provato.
Un Zanchetta che smontona, picchia, si butta su ogni uomo ed ogni pallone, va comunque elogiato. Perché ci ha provato.
Ma gli altri?
Servono assolutamente tutti gli altri! Che c’hanno sicuramente provato, ma non abbastanza.

Senior o under, indipendentemente dal ruolo, indipendentemente dal fatto che giochi nel proprio ruolo o che si stia adattando a tampone, ognuno dei nostri ragazzi è chiamato a dare un apporto maggiore, migliore, per i compagni, per coach Fuser ed il suo staff. Le partite, poi, si potranno anche perdere, ma non dovranno essere gli alibi la causa delle sconfitte.

Il momento è difficile? Uniamoci!

E usiamo la testa. Perché portare in campo la testa e saperla usare correttamente, credetemi, può fare miracoli. O quasi. Giocatori si nasce, ma, crescendo, vincenti si può diventare. O meglio, tornare ad esserlo, più solidi di prima!

Forza fioi!

Forza Vigor!

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