Vigor Conegliano: Favalessa, Michelin 13, Zanchetta 2, Piovesana, Casagrande 4, Marsura, Tintinaglia 12, Solfa 4, Bosco 3, Bortolini 22, Simeoni 11, Totaro 1. All. Fuser, Francescon, Boscarato.

Virtus Lido: Leyba Marinez 7, Cosma 7, Stefani 2, Musco 2, Lucidi, Fontanella 5, Cavalli, Saoner 33, Rampado 2, Scarpa, Mazzarolo 11. All. Giacometti.

Arbitri: Chignola e Baldo.

Note: Conegliano TL 14/23, T3pti 8 (3 Michelin, 2 Simeoni, 1 Bortolini, 1 Tintinaglia, 1 Casagrande). Lido TL 19/24, T3pti 6 (4 Saoner, 1 Fontanella, 1 Mazzarolo), tecnico alla panchina, uscito per falli Cosma.

Non importava come, importava solo il referto rosa. Serviva una boccata d’ossigeno, è arrivata una boccata d’ossigeno. Serviva una scossa, per il corpo e per la mente. Nel momento più difficile di una partita più complicata del previsto c’è stata anche quella. Ad un minuto e trenta dal termine, in tribuna si rischiava l’utilizzo del defibrillatore. Sotto di cinque, la sconfitta sembrava ormai la probabile soluzione.

E invece.

Invece i ragazzi hanno scaricato sul parquet la scossa. Con orgoglio, scaltrezza ed un po’ di fortuna. Rincorsa, sorpasso con triplona dall’angolo di Simeoni e vantaggio di un possesso pieno con la freddezza di Bortolini dalla lunetta a 7 secondi dal termine. Vittoria al sicuro? Certo che no. Per ottenerla è servita un po’ di fortuna. Perché se Michelin, a seguito della rimessa in gioco a metà campo da parte degli ospiti, avesse commesso fallo su Saoner un decimo di secondo dopo forse oggi staremmo commentando un altro finale di partita. Perché Saoner avrebbe impattato dall’arco e forse segnato l’aggiuntivo per il sorpasso.

I veneziani hanno protestato, chiedendo la convalida del canestro, ma i grigi sono stati inflessibili. Il fallo è stato commesso sul palleggio, ovvero prima che il 33 si arrestasse per il tiro. Frustrato dall’accaduto, Saoner ha fatto poi 0/2 ai tiri liberi. Nel possesso successivo, a 3 secondi dalla sirena, Simeoni lo ha imitato, mancando il punto della certezza.

La stretta di mano definitiva alla dea bendata, è arrivata sull’ultimo disperato tentativo da metà campo degli avversari. Palla sul ferro. Sospiro liberatorio per tutti e, finalmente, grandi sorrisi e cinque alti!

E’ stata un’altra battaglia, è stata un’altra partita giocata alla pari. Anche più del dovuto.

Contro un avversario ostico e combattivo. Un avversario veneziano. Che dopo 7 minuti, sotto di 13 lunghezze, ha trovato la chiave per metterci in serissima difficoltà. La difesa a zona, a fronte dispari, a fronte pari, a tutto campo. Ma soprattutto, ha trovato da Saoner quasi la metà dei punti realizzati di squadra: 33. Indemoniato, nel finale di primo quarto ha recuperato praticamente da solo il gap costruito dai nostri ragazzi.

Partiti bene, come spesso succede, con Bosco finalmente sicuro ed un Tintinaglia ispirato eravamo riusciti - come detto - ad allungare sul 17-4.  Poi ci siamo complicati la vita, ma con Bortolini, Michelin e Simeoni a trascinare siamo comunque riusciti a restare lì. Attaccati alla partita, lucidi e mortiferi quando l’acqua è arrivata alla gola. E lucido è stato anche lo staff in panchina, bravo a trovare il piano giusto per fare breccia nell’arroccata difesa veneziana.

Ora però dobbiamo dare continuità. Perché la coda del treno playoff è sempre lì. Perché la zona playout è sempre lì.

Si può fare!

Forza fioi! Forza Vigor!

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