Vigor Conegliano: Michelin 19, Piovesana 2, D’Angelo 13, Casagrande 3, Marsura, Tintinaglia 15, Solfa 7, Bosco, Modolo, Bortolini 10, Simeoni, Zanchetta 9. All. Fuser, Francescon, Guzzonato.

Basket Ormelle: Verso 3, Campodall’Orto L., Nardin 10, De Marchi 8, Campodall’Orto A., Mattiello 21, Bovolenta 9, Turchetto 8, Fantinato 12, Cancian 4, Cescon 6. All. Lentini, Piras.

Arbitri: Tullio e Rebellato.

Note: Conegliano TL 16/24, T3pti 6 (4 Michelin, 1 D’Angelo, 1 Tintinaglia). Ormelle TL 6/10, T3pti  10 (3 Fantinato, 2 De Marchi, 2 Mattiello, 2 Cescon, 1 Bovolenta), uscito per falli Nardin.

Più o meno recente, nel bene o nel male, ma il passato è tornato a farci visita. In maniera temporanea ma dolorosa per certi aspetti. In maniera piacevole e, ce lo auguriamo tutti, duratura per altri. Rivedere Nardin, Cescon e Mattiello ha riportato i pensieri di molti ad un paio di cicli storici fa. Quand’erano poco più che ventenni, esattamente come i nostri ragazzi oggi.

Rivedere Tobia, invece, ha proiettato i pensieri al futuro, nella speranza che stavolta la sua presenza possa andare oltre i cinque mesi. Oltre questa stagione, senza “contratti a gettone” ma a “tempo indeterminato”. Intanto, bentornato!

Domenica, però, si è soprattutto giocata una partita di pallacanestro. Un altro derby, che mancava dal campionato dell’ultima promozione. Altri tempi, altre squadre, perché entrambe radicalmente cambiate da allora. Uguali e sempre forti invece le motivazioni che accompagnavano le contendenti alla palla a due. La prima di tutte, la classifica. Perché Ormelle arrivava da due vittorie di fila dopo un inizio piuttosto stentato. Perché noi arrivavamo dalla partitaccia di Roncaglia col dovere morale di darci una regolata.

Senza Totaro e Wade Favalessa, con capitan Marsura ancora costretto alla panca, ma con un Zanchetta in più nelle rotazioni. Nonostante le poche settimane di allenamento col gruppo e la scarsa preparazione atletica, Tobe è sceso in campo come manna dal cielo.

E manna si è anche dimostrato. Perché dopo un inizio col freno a mano tirato, con gli avversari scappati sul 15-8 con la bomba di Cest, il suo ingresso in campo ha dato stabilità. Abbinato alla sostanza di D’Angelo, infatti, si è messo presto in partita ed ha messo sul binario giusto i propri compagni.

Dall’altra parte, usciti per la prima rotazione Mattiello, Turchetto e Campodall’Orto, l’urto non è stato ben assorbito dai subentrati. Tre palle perse e fuggitivi ripresi. Parziale aperto fino al 12-0 e primo quarto inaspettatamente chiuso sul +5. Avessimo chiuso un paio di giochi da tre punti e sbagliato qualche appoggio in meno da sotto, il gap avrebbe potuto anche essere più sostanzioso.

Eh già, perché poi è successo quel che temevamo.

Le serpi, ripresesi lentamente dallo shock, in pochi minuti hanno risposto con un parziale di 13-0 gentilmente concesso dalla nostra difesa. Scarsa tenuta dell’uno contro uno abbinata ad ampi spazi concessi per il tiro dall’arco, hanno permesso a De Marchi e Verso di scavare il solco. Ventisei punti subiti in 10 minuti, un po’ troppi per i gusti di coach Fuser. Un po’ troppi, per pensare di poter recuperare in questo modo un distacco che ha raggiunto e superato la doppia cifra.

Dopo l’intervallo, i ragazzi dimostravano un minimo di grinta e concentrazione in più.

Secondi, a volte anche terzi possessi in attacco non portavano però bottini significativi per riavvicinare gli avversari che trovavano da Mattiello i punti della provvidenza. Serviva qualcosa in più, serviva Michelin. E Mike rispondeva “presente!”.

In un amen la Vigor era sopra di quattro! Time-out per coach Lentini, che in pochi minuti aveva visto svanire nel nulla il rassicurante vantaggio mantenuto nei 14 minuti precedenti.

Bovolenta prendeva così le redini, trovando prima Cescon per la seconda bomba personale che valeva il riaggancio e trovando poi la prenotazione del sorpasso. Nella confusione degli ultimi 21 secondi di partita, però, Michelin ha raccolto quel minimo di lucidità necessario per guadagnarsi un giro in lunetta e capitalizzare i due tiri liberi che valevano il supplementare.

Supplementare in cui è risultato subito evidente che l’ossigeno, ahi noi, si era esaurito lì.

Ossigeno che invece riempiva ancora i polmoni ed irrorava il cervello cestisticamente diabolico dell’ultraquarantenne Fantinato: 6 punti personali e nuova fuga ospite. Poi altri due punti di Mattiello. Dopo quella del bomber nei tempi regolamentari, Bovo ha trovato infine la seconda tripla di tabella sullo scadere dei 24”. Vigor in ginocchio e partita chiusa.

Dopo la sconfitta al supplementare con gli ex Bortolini e Prandini, il passato ci ha di nuovo presentato un conto salato nel derby. I tre ex, diventati veterani, hanno fatto capire ai nostri giovani che la strada da perseguire è un’altra.

Loro che ci sono passati, loro che con Cinganotto, Mariani, Terrin, Dal Pos ed El Sissy hanno scritto pagine recenti della nostra storia. Ma la storia si può riscrivere, seppur con interpreti diversi, seppur con sfumature diverse. Per farlo, ci si deve calare a pieno nella parte, indipendentemente dall’angrafe. Nella testa, prima che nelle gambe. Col carattere e la personalità, prima che col basket spettacolo. Con un’identità di squadra fatta da forti individualità che corrono e sgomitano tutte nella stessa direzione, senza pigrizia. Con la voglia di non perdere, prima della voglia di vincere. Con l’orgoglio di essere la Vigor!

Forza fioi!

Forza Vigor!

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