Vigor Conegliano: Favalessa, Michelin 10, Piovesana, D’Angelo 12, Casagrande 1, Tintinaglia 14, Solfa 4, Bosco, Modolo, Bortolini 12, Simeoni 4, Totaro 7. All. Fuser, Francescon, Guzzonato.

Basket Peschiera: Manzati 2, Frase 5, Facin, Norci 6, Egidi 14, Rakic 5, Lonardoni, Ghidoli 3, Soave 7, Babic 10. All. Foschetti, De Rossi.

Arbitri: Allegro e Milan.

Note: Conegliano TL 19/29, T3pti 5 (4 Tintinaglia, 1 Michelin). Peschiera TL 6/8, T3pti 4 (Frase, Norci, Rakic, Soave), usciti per falli Facin, tencico a Rakic.

Gli esteti del basket avranno senz’altro arricciato il naso, ma quel che contava ieri era il fine. Ovvero, la vittoria. E così è stato! I mezzi? Piuttosto sporchi, forse, ma senz’altro efficaci. Quantomeno per tre quarti di partita.

Eh sì, perché noi almeno una decina di minuti all’avversario di turno li dobbiamo regalare. Eccetto Salzano, è finora stata una prassi. Rischi del mestiere che Fuser conosce e che sono sempre a preventivo, perché facili da correre quando l’età media dei tuoi giocatori è di nemmeno ventidue anni. Prassi su cui il coach lavora costantemente, per far sì che non si consolidi.

Ma la squadra ha lavorato duro sulla difesa anche questa settimana ed il risultato è stato encomiabile. Darko Babic, quarantaquattro primavere ma anche oltre 19 punti di media a partita, ha chiuso con 10. Con tanta, tantissima fatica a ricevere un pallone giocabile spalle a canestro. Per mettere punti a referto, ha dovuto usare tutto il suo mestiere raccogliendo carambole e palle sporche, riuscendo tuttavia a non trasformarle troppo spesso in oro.

Merito della difesa, sempre “davanti”, con Solfa, con D’Angelo, con chiunque si ritrovasse a marcare questo totem in seguito a cambi difensivi. Meriti che vanno riconosciuti anche per l’aggressività sugli esterni avversari che raramente sono riusciti a batterci o a prendere un tiro facile con i piedi per terra. Se non a seguito di qualche roaming difensivo azzardato.

Diamo dunque a Cesare quel che è di Cesare.

Perché questo atteggiamento ci ha permesso, per una trentina di minuti, di creare transizioni e trovare soluzioni dinamiche. Di prendere fiducia al tiro ed anche a rimbalzo, soprattutto sotto il nostro tabellone. Perché nei 10 minuti di oblìo, sono stati soprattutto i secondi tiri a ringalluzzire gli uomini di Boschetti.

Era stato bravo, il coach ospite, a trovare l’equilibrio della propria squadra inserendo Soave e giocando di fatto con due lunghi. Anche un po’ fortunato, perché la scelta ha premiato soprattutto a cavallo dell’intervallo di mezzo, tempo in cui i nostri hanno rallentato ed allentato la presa. Con un gioco più statico, i lacustri sono andati a nozze. Recuperando prima i 10 punti di svantaggio con cui si era concluso il primo quarto e riducendoli a 3. Mettendo addirittura la freccia per un sorpasso impronosticabile dopo la partenza a razzo dei nostri che ad un certo punto hanno smesso letteralmente di fare canestro.

Sul 26-27, è arrivata la scossa. Bim bum, in 2 minuti tre bombe di Tintinaglia ed un “and one” di Michelin hanno rimesso i propri compagni e, di conseguenza, il risultato sulla retta via. Da quel momento in poi, l’aggressività è tornata ai massimi livelli, con la pressione a tutto campo che ha lentamente asfissiato gli avversari sempre più nervosi, sempre meno uniti e concreti.

I nostri ragazzi, invece, sono stati capaci di mettere a segno 40 punti in meno di 20 minuti portando quattro giocatori in doppia cifra. Con i canestri importanti di Totaro e di Simeoni ogni tentativo timido di rientro in partita è stato rimbalzato. I ragazzi l’hanno vinta, con merito.


Questo è quel che più conta.

Perché, come abbiamo detto mille volte, vincere aiuta a vincere. E sbagliare deve aiutare a crescere. Venendo meno gli errori, col solito duro lavoro infrasettimanale, vedrete che arriveranno soddisfazioni sempre maggiori. Con un po’ di pazienza, arriverà anche la continuità! Oggi però godiamocela, questa imprevedibile e vincente gioventù!

Bravi fioi!

Forza Vigor!

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