Vigor Conegliano: Favalessa 2, Michelin 5, Piovesana, D’Angelo 19, Casagrande 6, Marsura 7, Tintinaglia 6, Solfa 4, Bosco, Modolo 1, Bortolini 20, Simeoni 5. All. Fuser, Francescon, Guzzonato.

Play Basket Carrè: Fongaro 7, Trevisan 4, Lunardon 7, Filippini 10, Grotto, Dalla Vecchia, Buia 13, Munari, Borgo 14, Sorgente 12, Clark 7. All. Benetollo, Bonato, Curiele.

Arbitri: Gavagnin e Castellaneta.

Note: Conegliano TL 9/16, T3pti 8 (2 D’Angelo, 1 Michelin, Marsura, Tintinaglia, Bortolini, Simeoni, Casagrande), fallo tecnico alla panchina. Carrè TL 7/10, T3pti 6 (2 Filippini, 2 Buia, 1 Fongaro, 1 Trevisan).

Sette secondi e due decimi a disposizione.

D’Angelo, Tintinaglia, Marsura, Michelin e Bortolini rientrano sul parquet dopo il time out chiamato da coach Fuser. Un minuto prima Sorgente, tra sei braccia protese ad ostacolarne il tiro, ha appoggiato alla tabella il sorpasso in favore della propria squadra: +1.

Un canestro che ha dell’incredibile, un canestro che manda su tutte le furie lo staff in panchina. Un canestro che, al contrario, esalta la panchina vicentina. PlayBasket, dopo trentanove minuti passati praticamente per intero con la testa avanti, ha la sensazione d’averla vinta. Il pubblico coneglianese, invece, ha la sensazione che ancora una volta la dea del basket c’abbia voltato le spalle.

Si è deciso di giocare “testa per Borto”, si parte dal fondo della nostra metà campo.

Borto, ovvero Luca Bortolini, è pronto in apertura per ricevere. I blu di coach Benetollo alzano la difesa e sanno di dover contenere evitando possibilmente il fallo che potrebbe costare due tiri liberi. A fronteggiare “l’uomo del destino” c’è il capitano avversario, Filippini.

Borto riceve e punta il canestro.

Cambio di mano da sinistra a destra, poi da destra a sinistra e ancora da sinistra a destra.

Blocco da manuale di Marsura, perpendicolare alla direttrice del difensore che si schianta sul nostro capitano. Sorgente attende il nostro #17 con i piedi dentro il pitturato e quando si allunga in aiuto il nostro Borto si è già arrestato per liberare il tiro.

La parabola è alta. La parabola è lunga. La palla bacia la tabella. La palla accarezza l’interno della retina! Boom! 

E’ vinta!

Tutti in campo a festeggiare!

Fermi là! Sul cronometro ci sono ancora cinque decimi da giocare. Per il “volpone” Benetollo, che di finali così chissà quanti ne ha visti in carriera, c’è un minuto a disposizione per disegnare una rimessa laterale. Per disegnare, a questo punto, un miracolo. La palla, ovviamente, viene rimessa in gioco nella nostra metà campo difensiva. La palla è tra le mani di Filippini. Il suo obiettivo è di lanciarla lunga, alta, il più possibile vicino al nostro canestro. Ad aspettarla ci sono Borgo e Sorgente. La parabola, però, è corta ed a catturarla è Tommy Tintinaglia. Stavolta suona la sirena! Stavolta sì che è vinta! In tribuna ed in campo, tutti in piedi al PalaVigor!

Che emozione!

Spero di essere riuscito a trasmetterla, magari solo un po’, anche a chi non c’era. Non abbiamo vinto il campionato. Però abbiamo voluto ed ottenuto una vittoria ad un certo punto insperata. Forse nemmeno giusta, perché non è stata di certo, la nostra, una prestazione da incorniciare. Avremmo meritato qualcosa in più contro Altavilla ma abbiamo perso. Beh, ce lo siamo ripreso ieri. E diciamocelo, abbiamo vinto una partita anche contro la sfortuna. Con cui il debito è ancora aperto, sia chiaro.

A differenza di Salzano, la partenza è stata tutt’altro che a razzo. Dopo due minuti, zero punti segnati e sette subiti. Benetollo c’ha preso, buttandoci un po’ di fumo negli occhi con la difesa a zona 2-3. Bortolini, oltre che all’ultimo, ha segnato anche il nostro primo canestro della partita, dando finalmente visibilità ai propri compagni in attacco. Disinnescata la zona, i vicentini non si sono scomposti. Hanno continuato a trovare punti con Borgo e Fongaro, mantenendo un vantaggio oscillante tra i due ed i sei punti per tutta la prima frazione.

Il secondo quarto, neanche a dirlo, è iniziato sulla falsa riga del primo. 0-5, in un minuto, con penetrazione di Mars ad interrompere l’emorragia. Due di Sorgente, tripla del ritrovato bombarolo Simeoni. Altro 0-5, compresa una schiacciata da applausi di Borgo dopo una virata sul perno lungo la linea di fondo che ha lasciato sul posto D’Angelo. Il tabellone dice 23-31, ma quel che è peggio è che ad ogni nostra reazione PlayBasket abbia sempre la risposta pronta. Sulla sirena di metà partita, un arresto e tiro con piroetta del rientrante Marchetto Casagrande ci ha permesso di chiudere sul -6 con tanta, troppa, fatica.

Fuser non è contento, è evidente a tutti quando al fischio che richiamava le squadre in panchina per la ripresa del gioco ci siamo accorti che i ragazzi erano ancora in spogliatoio.

L’effetto dello “shampoo” del coach è immediato: D’Angelo, Solfa e 2+1 di Bortolini. 7-0 e primo vantaggio Vigor.

PlayBasket si è pero ripreso subito e dopo uno scambio serrato di bombe gli ospiti si sono ritrovati nuovamente sopra di quattro lunghezze. D’Angelo, in una vampata delle sue, ha prima siglato il pari 52 e poi mandato fuori giri Borgo, sostituito immediatamente da Lunardon. Ci hanno pensato Sorgente e Clark a riportare la calma in casa ospite, chiudendo il quarto con un 8-1 che riproiettava Carrè sul +7.

L’aria non è di quelle migliori. Sembrava esserci nell’aria una maledizione. Maledizione che colpiva anche l’ “arbitressa” Castellaneta, colpita da un calo di zuccheri. Beata fu, fortunatamente, la Coca-Cola. Maledizione che sembrava non poter invece risparmiare i nostri.

Confusione, nervosismo, tecnico alla panchina: -12. Time out Fuser, nel tentativo di ritrovare la calma e la sua squadra. In effetti qualcosa sembrava essere scattato: break di 9-0, interrotto da un tiro libero di Trevisan e partita inaspettatamente riaperta a due minuti dal termine.

Michelin, 70-72.

Tripla Tommy, sorpasso!

Finita? No, già lo sapete. Poi Sorgente ha trovato quel rimbalzo in attacco e quei due punti che per un minuto hanno illuso gli ospiti d’averla portata a casa. E la parola fine l’ha scritta Luca Bortolini.

Una volta di più, nei titoli di coda, possiamo dire che la strada è quella giusta. Come spesso è accaduto in passato, iniziano ad arrivare anche i primi complimenti ad una squadra che, seppur così giovane, sta dimostrando di saper giocare e lottare e di poter competere. Parole che fanno piacere, parole che dovranno “solo” alimentare la nostra fame di crescita e di vittorie. Perché la strada è ancora lunga. E’ lungo il campionato, figuriamoci i progetti.

Oggi, però, godiamocela tutta questa vittoria!

Bravi fioi!

Forza Vigor!

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