Vigor Conegliano: Favalessa, Michelin 6, Piovesana, D’Angelo 19, Casagrande, Marsura 3, Tintinaglia 15, Solfa, Bosco, Bortolini 11, Simeoni 6, Totaro 5. All. Fuser, Francescon, Boscarato.

Piani Junior Bolzano: Lorenzi11, Franchini 8, Cravedi 8, Morghen 2, Pedron 13, Trentini 8, Bonavida 13, D’Alessandro 7, Zanderigo, Marchetto 8, Braghin. All. Massai.

Arbitri: Zanelli e Stabile.

Note: Conegliano TL 21/30, T3pti 6 (2 Tintinaglia, 1 Michelin, 1 D’Angelo, 1 Marsura, 1 Simeoni). Bolzano: TL 10/19, T3pti 8 (4 Pedron, 1 Bonavida, 1 Cravedi, 1 Lorenzi, 1 Marchetto).

Risultato sorprendente quello letto sul tabellone luminoso ieri alle 19:46. Un risultato non improbabile, sia chiaro, ma quantomeno inaspettato, questo sì. Concedetemelo.

Proprio le aspettative, probabilmente, sono state fattori fondamentali a determinare un esordio non esattamente da ricordare.

Converranno con me anche sostenitori ed interessati avversari, che il pronostico pre gara era fortemente casalingo. Converranno con me sostenitori ed interessati di fede biancorossa, che l’esito finale è stato giustamente favorevole agli ospiti. Una ciurma di ragazzi per lo più nati tra il 2001 ed il 2002 che è scesa sul nostro parquet con la combattività dei grandi.

Nessun timore, nessuno sconto sulla fisicità e sull’intensità. Ne è conseguita una crescente fiducia che ha portato canestri pesanti, da 2 e da 3, ogni qual volta Marsura e compagni hanno timidamente provato ad avvicinarsi.

Sì, perché il Piani Junior ha comandato il gioco ed il punteggio dal primo al quarantesimo minuto. Eccetto l’ultimo parziale concluso in parità, hanno vinto ogni quarto accumulando vantaggi sempre più irraggiungibili. Hanno consumato un sacco di falli, ma il gioco duro li ha premiati. E viste le scarse percentuali ai tiri liberi nella prima metà di gara, a maggior ragione.

Ma i nostri ragazzi? 

Disordinati, nelle idee e nel gioco.

Non me ne voglia il giovane Bosco, che avrà tutto il tempo di rifarsi, ma in quel canestro divorato una manciata di secondi dopo la palla a due si è sgretolata buona parte delle sicurezze di squadra. Partiti già in modalità un po’ troppo “soft”, hanno faticato a reagire mentalmente all’aggressività degli avversari.

Ne sono risultate palle malamente perse, tiri coi piedi per terra stampati sul ferro, zero contropiede e transizioni condizionate da troppi palleggi e pochi passaggi, giochi eseguiti con tempi asincroni tra i cinque in campo.

A tratti Bortolini, a tratti Tintinaglia, a tratti più lunghi D’Angelo. C’ha provato in tutti i modi Pippo, anche improvvisandosi portatore di palla ed interpretando già al meglio la parte del veterano, ma non è bastato a disinibire i propri compagni.

Un’ultima fiammata, nel principio dell’ultimo periodo, ci ha portati fino al -10, riaccendendo anche l’entusiasmo del numeroso pubblico presente. Ma due bombe in fila di Pedron e Cravedi hanno spento sul nascere il rischio di un finale infuocato.

Abbiamo visto, ahi noi, una squadra legata e farraginosa, totalmente diversa da quella ammirata nel pre season. Cosa c’è di buono? Che sappiamo e possiamo fare solo meglio.

Dobbiamo ancora crescere, lo sapevamo prima e lo sappiamo maggiormente adesso. Il campionato che ci aspetta è questo, competitivo, duro e faticoso ogni domenica. L’importante, ora, è prenderne al più presto coscienza.

Forza fioi!

Forza Vigor!

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