La Vigor dà il benvenuto ad un nuovo tecnico: Nicola Zuliani! Siamo orgogliosi di annunciare che il team tecnico degli allenatori si è impreziosito di una pedina fondamentale nel forgiare nuovi talenti targati Vigor! La sua nomina rappresenta una scelta naturale e coerente con la nostra visione: crediamo che Nicola sia il profilo ideale per accompagnare e far crescere i nostri giovani atleti.

Con un ricco bagaglio di esperienze maturate sul campo e una straordinaria carica umana, siamo certi che saprà trasmettere passione, disciplina e spirito di squadra, valori che da sempre contraddistinguono la nostra società.

Facciamo due chiacchere per conoscerlo un po’ meglio.

Ciao Nicola, benvenuto alla Vigor, i genitori dei nostri ragazzi e noi, siamo curiosi di sapere qualcosa ti te: dove nasci cestisticamente che esperienze hai fatto ed altre confidenze che vuoi esprimere.

Ciao Catta e ciao a tutti, ho iniziato a Spresiano come giocatore delle giovanili prima e poi per anni della prima squadra, ho giocato per quasi 30 anni, girando un po’ in lungo e in largo.
Come allenatore invece inizio a Silea e dopo 2/3 anni mi sposto a Oderzo, successivamente TVB e le ultime 3 stagioni alla Reyer Venezia.

Siamo davvero felici di averti finalmente con noi. Il nostro responsabile tecnico del settore giovanile, Fabio Fardin, insieme ad Alberto Fuser, che conosci bene da tempo, sono riusciti a portarti a Conegliano, e non potremmo esserne più contenti. Cosa ti ha spinto, alla fine, a scegliere la Vigor? Cosa ti ha convinto a intraprendere questa nuova avventura con noi?

Per motivi personali avevo la necessità di rimanere più vicino a casa e l’amicizia con Alberto in primis mi ha portato a Fabio con cui, dopo aver condiviso volontà, idee e progetti abbiamo individuato una buona opportunità per poter condividere un pezzo di percorso assieme.

Allenare significa anche essere un insegnante di vita. Oggi il compito dell’allenatore va ben oltre il campo: si tratta di formare persone, non solo atleti. Secondo te, quali sono le principali difficoltà nell’educare un giovane giocatore al giorno d’oggi? Quali sfide incontri nel trasmettere valori come il rispetto, l’impegno e la responsabilità?

Credo che i ragazzi oggi abbiano bisogno di regole, far parte di una squadra vuol dire rispettarle per far si che le cose funzionino. Educazione, rispetto, puntualità, serietà…
La cosa da non dimenticare però è che siamo tutti diversi, quindi da una serie di regole comuni credo un allenatore debba avere anche la giusta empatia con ogni ragazzo e debba sapersi rapportare a seconda di chi ha di fronte. 

Quando ti rendi conto di aver fatto davvero un buon lavoro con il tuo gruppo? C’è un momento particolare, un segnale o un atteggiamento dei ragazzi che ti fa capire che stai andando nella direzione giusta, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche umano?

Penso quando un allenatore si accorge che non serve più. Creare giocatori (e ragazzi) autonomi, che si aiutano tra loro, che si incoraggiano, che risolvono i problemi senza necessariamente il tuo intervento sia un obiettivo e un grande risultato umano. Se un ragazzo arriva a pretendere da se stesso poi la tecnica diventa la parte più semplice da insegnare.

C’è un allenatore che ti ha ispirato particolarmente nel tuo percorso, magari per il suo modo di lavorare, di comunicare o di gestire il gruppo?

Non ho allenatori a cui mi ispiro, ho avuto la fortuna di lavorare con tanti bravi allenatori e da ognuno di loro ho provato a carpire i segreti senza perdere comunque il mio modo di essere e di fare le cose.

C’è stato un momento, una situazione o un episodio nella tua carriera da cui hai tratto una felicità immensa? Un ricordo che porti nel cuore, che ti ha fatto capire perché ami fare questo mestiere?

Ce ne sono stati molti, non parlo solo di risultati sportivi che ovviamente riempiono di orgoglio, vittorie, finali etc, ma ogni volta che ho visto ragazzi che si sono appassionati al basket e che sono cresciuti come persone, ne ho fortunatamente visti molti.

Guardando al futuro: qual è il tuo sogno nel cassetto? Hai un obiettivo che tieni stretto, un traguardo personale o professionale che sogni di raggiungere nel tuo percorso da allenatore?

L’obiettivo è sempre ottenere il meglio da tutti in palestra, poi solo il campo potrà dire cosa meritiamo.

Termina così il primo contatto con l’allenatore. L’impressione che si ricava da questa chiacchierata è quella di una scelta ben ponderata, che si fonda su valori condivisi, obiettivi comuni e una visione chiara del percorso da intraprendere con i giovani atleti. Per la cronaca, a Nicola verranno affidate le squadre Under 14 Gold e Under 13 Gold, composte da ragazzi nati negli anni 2012 e 2013. Al suo fianco avrà un assistente d’eccezione: Luigi Pagnelli, profondo conoscitore del settore giovanile e già coach dell’Under 13 nella scorsa stagione sportiva.

Buon lavoro Nicola