Pol. Mogliano vs Vigor Basket Conegliano 59-48 (19-15; 32-26; 46-41)

Pol. Mogliano: Chisso 5, Carraro 3, Polacchini, Keitta 9, Rallo 7, Foffano R., Foffano F. 16, D’Arino 4, Zamuner, Longo 3, Gattolin 12. All. Costantini/Pellegrini.

Vigor Basket Conegliano: Denicolai 2, Riondato 4, Bevilacqua 4, Pellegrini 2, Zara 13, Spasovski 9, Tonon 3, Giordano, Salvador 1, Gerardi 2, Donolato 8, Frare. All. Benincà/Fardin.

Note: Mogliano TL 5/9, T3pti 10 (3 Foffano F., 3 Gattolin, 1 Carraro, 1 Chisso, 1 Rallo, 1 Longo. Conegliano TL 3/10, T3pti 1 Spasovski.

Arbitri: Bresolin e Severoni.

Ultimo incontro della stagione regolare e ci dobbiamo presentare a Mogliano, dove chiudemmo la scorsa annata con una partita brutta da parte di entrambe le squadre. Non è così questa volta, il grigiore è un ricordo che sfuma via rapidamente, consegnato ad una memoria per la quale non c’è spazio, con due squadre che in campo cercano la migliore qualificazione per gli incroci che inizieranno ad aprile.

I nostri avversari partono da un +8 in classifica, frutto di una stagione più regolare della nostra, ma la Vigor nelle ultime partite ha tirato fuori in maniera più chiara e pulita le proprie qualità e quindi il risultato è aperto. E, infatti, l’incontro si sviluppa con un dialogo serrato dei quintetti in campo, a scappare e a riprendersi più volte. Già nel primo quarto il quintetto di partenza si esprime bene, per quanto arrivino subito i soliti tiri da tre che ultimamente sembriamo voler concedere con buona generosità, ma facciamo anche tanto altro di buono, tra ribaltamenti di fronte, palle perse e palle recuperate, per giungere al primo risultato parziale: 19-15.

E alla ripresa andiamo a impattare con azioni d’attacco sicure ed efficaci. 21-21. Loro cominciano a chiudersi bene in difesa e noi continuiamo a difendere inadeguatamente sui tiri dalla lunga, leggerezze che paghiamo profumatamente, essendo in fin dei conti l’arma più efficace di Mogliano quando cerca lo strappo o di far fruttare una manovra di gioco comunque a tratti meritevole di elogi. Perdiamo distanza con basse percentuali ai tiri liberi, che gli avversari concedono sui nostri attacchi più penetranti, ma anche più in generale. Il punteggio rimane per entrambe le squadre abbastanza modesto, ma noi in questo frangente siamo meno concreti e si accomodiamo sotto di 6 punti, sul 32-26.

Al ritorno in campo, nel terzo quarto, l’antifona non cambia e sembriamo perdere mordente e contatto con il cuore della partita. Quando le cose sembrano sfilare via ci esibiamo in un paio di recuperi che sbilanciano un po’ Mogliano, che puntava a prendere in mano definitivamente il pallino. Rispondiamo alla solita tripla con la stessa moneta e ci riportiamo in breve a -3, con la partita effettivamente riaperta. Al termine di un’elaboratissima manovra d’attacco sorridiamo al -1 che ci guarda dal tabellone, ma poi inciampiamo in una controversa decisione arbitrale, che assegna il canestro ai moglianesi, pur segnato ampiamente dopo il fischio per un colpo al volto a uno dei nostri vigorini. Qualche protesta, ma la decisione è presa ed è +3 per i padroni di casa.

Qualche volta ci si chiede se siano momenti di rottura come questi a segnare le partite o se ci sia qualcosa di meno evidente, forse nascosto, qualcosa nell’alchimia tra chi ha il pallone tra le mani e deve intrecciare vicendevolmente coi compagni movimenti e pensieri, una proiezione sui minuti successivi non indovinata o chissà cos’altro. È questo il momento in cui perdiamo la partita e, nonostante un quintetto più fisico, perdiamo ogni possibilità di dominio sul gioco, si vedono azioni personali preferite alla coralità che terminano inevitabilmente con la palla persa, condite da un corricchiare senza volontà invece di andare a serrare la difesa, qualche lamentela di troppo con gli arbitri – come tutto il resto senza particolare effetto – e velleitari tentativi di entrare nel fitto della difesa ora organizzatissima di Mogliano.

Questa partita dà ancora una volta la misura del buon livello che possiamo raggiungere, ma anche dei limiti che la squadra deve colmare, da un lato con la crescita tattica e tecnica e dall’altro di mentalità. Alla fine della stagione regolare tutto questo e i finali di partita gettati presentano il conto in classifica prima degli incroci, ma da un altro punto di vista segnano chiaramente il precorso di crescita che i nostri ragazzi devono impegnarsi a fare in vista della stagione prossima e di quelle successive, chi ancora in Under 17 e chi in Under 19.

Le sconfitte fanno male, le vittorie blandiscono l’animo, ma nulla può valere tanto quanto imboccare o meno la strada giusta per il futuro proprio di ogni cestista e più ampiamente della nostra società, la Vigor. Ormai ci si fa grandi, nulla ha a che fare col caso e queste “strade” vanno tracciate sulla mappa e aperte a nude mani.

Testa agli incroci, per i quali dobbiamo attendere ancora un poco i calendari che verranno emanati dalla FIP Veneto, che saranno il ponte ideale tra quest’annata e la prossima con tutte le prospettive e le speranze per il futuro.

Sempre forza Vigor!