Vigor Basket Conegliano vs Basket Spresiano 72-69 (22-16; 48-35; 64-58)

Vigor Basket Conegliano: Rebuli, Denicolai, Riondato 13, Bevilacqua 6, Pellegrini, Zara 10, Sposovski 6, Tonon 5, Giordano 8, Salvador 6, Gerardi 18, Frare. All. Benincà/Mozzon.

Basket Spresiano: Ndiaye, Biscaro 6, Bardin 4, Gandin 14, Schiavon, Iulio 13, Casagrande 12, Biondetti 11, Bettiol, Breda, Sossai 9, Mirkovic. All. Caggesi.

Note: Conegliano TL 12/26, T3pti 4 (2 Gerardi, 1 Riondato, 1 Bevilacqua). Spresiano TL 11/15, T3pti 6 (3 Casagrande, 1 Iulio, 1 Biondetti, 1 Sossai).

Arbitri: Giacomin e Artico.

È mercoledì 18 marzo e l’orologio segna le 19. L’inizio della partita che sai che devi vincere. Lo devi a te stesso, lo devi alla squadra, magari anche al pubblico, lo devi alla fatica che all’allenamento successivo ti verrà a chiedere conto. L’orologio del nostro palasport è sicuramente precisissimo, ma quello che segna l’ora giusta è nella tua testa: sei un cestista dell’Under 17 Gold della Vigor e hai un partita da portare a casa.

Di là c’è una squadra che te le ha suonate per bene all’andata, quando hai giocato una delle peggiori partite della stagione, mentre loro si sono espressi a meraviglia. È Spresiano, contro la quale hai disputato tante partite negli ultimi anni…sì, ok tutto, le cose stanno così, ma tu focalizzi la mente su quella faccenda che si diceva prima: la partita da vincere.

Pronti, via e dopo poco la Vigor piazza un parziale di 10-0, anche dovendo subito impegnarsi in prolungate azioni d’attacco. La difesa è alta, molto ragionata e ben eseguita, tanto da far perdere molte palle agli avversari. Le squadre ci sono in campo e si capisce sin da subito che sarà una bella partita. Il finale del primo quarto è rocambolesco e ha il carattere che ha avuto il gioco per tutti i primi dieci: ultima palla in mano loro, che non vanno a segno gestendo male il tempo, nostra transizione con pasticcio, ma veniamo salvati da un fallo di piede, rimessa, stoppata su tiro da tre, ma recuperiamo e ci prendiamo due punti allo scadere.

Nel secondo quarto allunghiamo con una prestazione atleticamente superiore, nonostante possiamo lamentare assenze che ci tolgono parecchi centimetri (è così anche per loro), ma soprattutto mostriamo grande carattere e un giropalla che è scritto nel nostro DNA. Spresiano non trova contromisure adeguate e noi continuiamo a mostrare diverse e variegate soluzioni d’attacco, scontando come unica pecca in difesa un’insufficiente attenzione ai loro tiratori da tre, che per tutta la partita si diletteranno a ciuffarcene in gran quantità. Ma il resto va tutto bene e il risultato comincia a farsi interessante giungendo fino a +18 nel corso del quarto. I ragazzi spresianesi, pur caricandosi di falli, segno della difficoltà a tenerci, non vogliono arrendersi e cercano di piazzare un ritorno subito rintuzzato da una tripla inappellabile. In chiusura ne subiamo un’altra noi, probabilmente evitabile, ma chiudiamo comunque con un +13 meritatissimo.

Gli orologi che fanno tic-tac nella teste dei fioi sono dispositivi sicuramente molto preziosi, ma sono parimenti altrettanto strani. E non si accontentano di scandire minuti e ore componendole andando a tempo col moto perpetuo dei secondi, no, essi talvolta hanno un andamento difficile da comprendere, che ha più affinità col dipanarsi di un balletto contemporaneo, allestito in maniera controversa e genialoide da un artista che passa ogni tanto al PalaVigor o in qualche altro palazzetto seguendoci nascostamente in trasferta.

E così nella prima parte del terzo quarto dilapidiamo tutto quanto avevamo costruito, col tabellone che ce lo ricorda impietosamente, fornendo una prestazione che si segnala soprattutto per i troppi falli e le palle perse nella fase di chiusura delle azioni d’attacco, cominciando anche a soffrire a rimbalzo. I nostri avversari arrivano fino a -3, quando cominciamo a provare a tenere duro, ma oramai abbiamo commesso l’errore di aver dimostrato loro che gli accorgimenti presi stanno pagando: ora sono loro ad essere in fiducia e a mettere a frutto ogni giocata. Il vantaggio viene definitivamente sprecato sul 52-52 per poi vederci momentaneamente sotto, ma indovinando una tripla che ci rimette in sesto.

Tiriamo fuori gli artigli e ci riportiamo con grande tenacia sul +5. Spresiano ha trovato una manovra fluida e gioca con sicurezza sempre mostrandosi pericoloso dai 6 e 75; noi sostanzialmente scuotiamo un po’ il cipollotto da taschino che finalmente riparte. Mettiamo dentro i tiri liberi concessi in bonus proprio quanto serve e mettiamo una tripla allo scadere. 64-58, ma gli altri sono tornati in partita e non è il momento di amministrare, ma di giocarsi tutto, con tutta la testa e la scaltrezza del mondo, ma veramente tutto.

Il quarto quarto ci vede riprendere sicurezza e andare nuovamente a +9, ma l’errore più grande sarebbe pensare di averla in tasca e infatti la volontà di Spresiano e una nostra tendenza a complicarci la vita, per di più continuando a concedere triple a gente che sa tirare, riportano nuovamente a vedere i due quintetti impattare sul 69-69. Una tensione incredibile cala su entrambe le squadre, si gioca con estremo ardore e si segna poco, ma c’è quel tic-tac di un orologio che sta segnando l’ora giusta, proprio quella, sì, si ruba palla in difesa nel momento perfetto e vuol dire finita là: abbiamo vinto!

Non importa se siamo stati sulle montagne russe, abbiamo fatto l’unica cosa che dovevamo fare: è l’ora dei sorrisi e della doccia.

Bravi i nostri fioi! Li attende ora l’ultimo turno della stagione regolare, una impegnativa trasferta a Mogliano Veneto,  ma, se questa squadra continua a girare così, dopo aver vinto entrambi gli scontri diretti con Vittorio Veneto e proprio con Spresiano, c’è un orizzonte. Ora non è il momento di rimpiangere qualche referto rosa perso per strada quando avremmo potuto portarcelo a casa, magari è meglio sincronizzare le lancette tutti assieme.

Forza Vigor!