Vigor Basket Conegliano vs Concordia Schio 60-67 (20-19; 30-34; 44-51)

Vigor Basket Conegliano: Ndiaye 8, Cazzolato 2, Favalessa, Zamattio 4, Cavinato 5, Bonesso 13, Bandiera 15, Negro, Perencin, Bortolini 4, Zanchetta 9. All. Fuser/Sanson/Benincà.

Concordia Schio: Mazzarotto 13, Cappellotto, Trivellin 16, Poli 3, Creta 8, Gaspari 7, Pavan 8, Frimpong, Gonzo, Pendin 12. All. Venezia/Fanelli/Castagnotto.

Note: Conegliano TL 12/14, T3pti 4 (2 Zanchetta, 1 Bonesso, 1 Cavinato). Schio TL 10/16, T3pti 7 (2 Pendin, 1 Trivellin, 1 Poli, 1 Creta, 1 Gaspari, 1 Pavan).
Arbitri: Volgarino e Giorgi.

O forse più di uno. E Houston non può di certo aiutarci. Ma con la terza sconfitta in cinque partite, con una vittoria sofferta dopo due supplementari contro un avversario abbordabile e una comunque combattutissima contro Riese, possiamo dire che lo smalto visto nella prima metà di campionato si é un po’ smarrito. E contro Schio, squadra sempre ostica e quadrata, ci siamo persi dopo il primo quarto di gioco.

Dopo 20 punti segnati, abbiamo realizzato la miseria di cinque canestri e metà fatturato nel secondo iniziando a perdere di vista gli scledensi guidati da Pendin, Pavan e Mazzarotto. Tutto quel che di buono si é visto per dieci minuti é improvvisamente svanito. I ragazzi di coach Venezia si sono invece via via caricati, tagliandoci le gambe con quelle triple che ultimamente subiamo senza rispondere dall’altra metà del campo con la stessa moneta.

Una percentuale realizzativa sotto il 20% dall’arco non è quella che le mani dei nostri tiratori hanno nelle proprie corde. E se subentra la sfiducia, la testa non si rialza più.E così nella seconda metà di gara abbiamo continuato ad inseguire, senza troppo concedere, ma continuando a litigare col ferro. Eccetto Mirano, in cui abbiamo giocato cinquanta minuti, nelle ultime cinque partite non siamo mai arrivati a quota settanta quando per diverso tempo abbiamo anche superato gli ottanta. Alle prove sempre solide, ultimamente, di Bonesso, Bandiera e capitan Zanchetta serve la continuità di tutti per tornare sui nostri standard.

Non c’è una formula magica, coach Fuser non ci dormirà la notte pensando a dove metter mano, ma il campo è e rimane il banco di prova. E non dobbiamo mollare. Come fa la nostra Under 19, ad esempio. Perché c’è ancora tanto da giocare e tanto starà a noi, già che abbiamo dimostrato ampiamente di potercela giocare.

E allora giochiamo!

Fino in fondo!

Forza fioi!

Forza Vigor!