Pallacanestro San Stino vs Vigor Basket Conegliano 64-58 (22-19; 34-32; 53-46)

Pall. San Stino: Meneguzzi 2, Perissinotto 2, Gabatel 7, Fantin 7, Guernier, Sacconato R. 12, Gasparot 6, Scomparin T. 10, Scomparin N. 1, Giarratana 17, Sacconato E. All. Culos.

Vigor Basket Conegliano: Denicolai, Riondato 16, Bevilacqua 3, Pellegrini 2, Zara 5, Spasonski 14, Torazza 2, Tonon 7, Giordano 5, Salvador, Donolato 2, Gerardi 2. All. Benincà/Fardin.

Note: San Stino TL 22/29, T3pti 2 (Gasparot, Giarratana). Uscito per falli Gasparot. Conegliano TL 6/16, T3pti 4 (Riondato, Bevilacqua, Tonon, Giordano). Uscito per falli Zara.

Arbitri: Zanin e Ferrari.

I fioi hanno giocato alla grande. No, non ci sono i due punti, ma c’è stata gran partita, c’è stata la Vigor. Naturalmente non si vuole mettere in secondo piano il risultato dei ragazzi di San Stino, che hanno guadagnato il referto rosa, ma in qualche modo c’era una partita nella partita, di cui gli avversari potevano a buon diritto non sapere alcunché. I nostri avevano un appuntamento con sé stessi, con la fiducia, con l’agonismo, con l’entusiasmo: quella combinazione di elementi di natura individuale e anche di squadra che chiunque abbia praticato una disciplina sportiva almeno una volta nella vita ricostruisce benissimo con il pensiero, tanto quanto risulta complicata da rendere a parole.

Il primo tempo è il teatro dove la Vigor rappresenta sé stessa: gioca dimentica dei problemi incontrati nelle partite precedenti e, anzi, ben concentrata sul proprio “qui e ora”. C’è un po’ tutto e tanto di tutto. San Stino si è guadagnata via via un’ottima posizione di classifica grazie alla propria impostazione tattica, che tante difficoltà ci aveva creato all’andata, e l’ha fatto soprattutto con una difesa a zona ben strutturata per la categoria e proposta assiduamente, sia 3-2 che 2-3. Ma noi in questo turno abbiamo dentro quel qualcosa che non si può spiegare, quindi l’ostacolo posto è solido, ma per noi aggredibile. E infatti ne nasce un primo quarto giocato a viso aperto, con intensità, intelligenza e capacità di adattarsi ad una condizione tattica obiettivamente non banale.

Le due squadre allungano e si riprendono, ma nessuna va via e il primo parziale parla di una sostanziale parità, specchio di quanto avvenuto in campo. I nostri si fanno apprezzare per il fraseggio e il giropalla utile ad affrontare la difesa avversaria, così come per un’ottima copertura a canestro e una discreta vena realizzativa. Questa volta sappiamo imporre ordine e allo stesso tempo imprevedibilità alla manovra, anche grazie alle scelte tattiche per la costruzione dell’azione offensiva. Alziamo il livello e di fatto costringiamo gli avversari ad abbandonare per parte del secondo quarto l’amata difesa a zona per cercare di trovare più efficacia con la difesa a uomo. Sarà un tentativo intelligente, ma che non ci creerà poi tanti problemi.

Se vogliamo vedere qualche difetto, potremmo sottolineare una gestione del tempo nei finali di quarto troppo spesso poco lucida, con qualche regalo che si farà sentire, e una percentuale al tiro che non ci permette di capitalizzare al meglio il bel gioco; però non sarebbe corretto indugiare troppo su questi aspetti nel raccontare l’incontro, perché per l’intera partita i nostri fioi hanno dato tutto e hanno tradotto in campo l’evidente ottimo lavoro fatto nel preparare questa sfida.

Dopo essere andati al riposo sul 34-32 per loro questa volta partiamo col terzo quarto con lo spirito giusto. È il gioco di tutte e due le squadre che a un certo punto diventa più confuso e anche sterile, in un tentativo da ambo le parti di sparigliare le carte, ma senza effetti apprezzabili sul tabellone, anzi impantanandosi per lungo tempo su un 40-40 apparentemente senza fine. Loro non segnano più, ma noi non sfruttiamo la situazione per allungare e anzi patiamo quando i ragazzi di San Stino ritrovano il pallino del loro gioco e noi concediamo qualcosa di più in difesa con due o tre disattenzioni di troppo. Ma, come dicevamo, la Vigor c’è e ritorniamo sotto con tenacia e mestiere.

Il terzo quarto si chiude 53-46, ma non dice ancora molto di come si dipanerà l’ultima frazione, tanto che le due squadre si riavvicinano e si allontanano diverse volte. Noi rischiamo di pagare due o tre ingenuità a metà del quarto quarto, ma non ci perdiamo d’animo e, forse lavorando un po’ meno la palla, ci danniamo su ogni centimetro di campo, con San Stino che deve impegnarsi sino all’ultimo per sperare in un finale favorevole.

Il divario alla sirena che chiude l’incontro è dovuto solo ad alcuni errori commessi su un paio di transizioni cristalline non finalizzate nell’ultimo passaggio e a sbavature ben sfruttate dai sanstinesi, il tutto forse anche frutto di una lucidità un po’ calante dovuta al grande dispendio di energie profuse in ogni momento della partita, nella quale noi siamo stati sempre su ogni pallone, coi compagni sempre pronti a fornire più soluzioni e pronti all’aiuto, con la testa ben sintonizzata e con gli occhi ben sgranati.

Se qualcuno è uscito con un po’ di rabbia in corpo, è comprensibile, perché la partita poteva andare diversamente, ma la sensazione è che prevalga la soddisfazione per la bella prova e un clima radicalmente mutato.

Ecco l’identità, l’agonismo, il carattere che vogliamo ammirare nuovamente nei prossimi turni, per vederci riconosciute posizioni più premianti e da porre alla base del percorso di crescita che i nostri fioi devono senz’altro perseguire per il loro futuro cestistico. Senza altre esitazioni.

Forza fioi!

Forza Vigor!