Vigor Basket Conegliano vs Pall.San Stino 46-66 (13-17; 20-38; 30.55)
Vigor Basket Conegliano: Denicolai, Riondato 13, Bevilacqua 8, Pellegrini 5, Zara 3, Spasonski 7, Torazza 4, Tonon 4, Salvador, Donolato 2, Gerardi, Frare. All. Benincà/Mozzon.
Pall. San Stino: Perissinotto 2, Gabatel 9, Fantin 4, Guernier, Sacconato R. 1, Gasparot 12, Elmazovski 2, Scomparin T. 16, Scomparin N. 2, Lorenzon 18, Sacconato E. All. Culos.
Note: Conegliano TL 4/7, T3pti 6 (2 Spasonski, 1 Riondato, 1 Zara, 1 Pellegrini, 1 Tonon). San Stino TL 12/22, T3pti 2 (Scomparin T, Lorenzon).
Arbitri: Grava L., Calderari.
Partita brutta. Non un bello spettacolo cestistico, ma partita brutta anche perché in una serata nella quale si sono viste veramente poche cose belle i nostri hanno fatto peggio.
Della difesa a zona praticata sistematicamente dai ragazzi di San Stino non abbiamo capito praticamente nulla per tutto l’incontro. E abbiamo aggiunto una prestazione sostanzialmente sottotono o gravemente sottotono con tutti i fioi convocati per questa quinta giornata. Proprio a livello di fondamentali, oltre che a livello tattico e di mentalità.
Le condizioni erano del tutto diverse, ma è sembrato di vedere la squadra che ha buttato via l’incontro con la Rucker negli ultimissimi minuti, dopo aver tenuto le redini per quasi tutti e quattro i quarti. Qui no, siamo sempre stati sotto, tranne un timido pareggio verso la fine del primo quarto e non s’è mai respirata minimamente la speranza di poter recuperare. Lo si vedeva dall’andamento in campo, dal punteggio che diveniva via via più pesante, spesso anche dal linguaggio del corpo dei nostri: poco agonismo, qualcuno che ha corricchiato in troppe occasioni, niente lucidità nel cercare i compagni, ripetizione degli stessi movimenti che hanno portato ad un conto delle palle perse davvero alto. Peccato, perché la Vigor non è questa…ma evidentemente qualche volta sì.
Nel primo quarto, sempre a rincorrere, la prima cosa bella si vede a 1:48 dalla fine, con un’irresistibile transizione con canestro da sotto dopo un’abile serie di passaggi. Non cambia granché e chiudiamo sotto 13-17.
Tra il primo quarto e l’inizio del secondo, quello spettacolo non particolarmente piacevole di cui è stato fatto cenno almeno prevede due difese efficaci, la loro 3-2 e la nostra stretta a uomo. Ciò d’altro canto provoca parecchia confusione nello sviluppo degli attacchi da parte di entrambi i quintetti impedendo al gioco di decollare. Quello che ad un certo punto decolla, nel senso che abbandona il campo per sempre, è la nostra efficacia a protezione del canestro e la capacità di gestire la palla: San Stino comincia a penetrare con maggiore facilità e noi cominciamo a farci leggere con abbondante anticipo su ogni passaggio e quindi a perdere palloni e a subire transizioni in gran numero. A riposo sul 20-37, senza alcun cenno di fiducia da portarsi negli spogliatoi e con un ritorno in campo forse ancora peggiore che ci porta inesorabilmente ad essere sotto in casa di 25 punti al termine del terzo quarto, con una preoccupante sterilità davanti, cosa che non ci difetta quasi mai, ma oggi sì. Con una difesa a zona del genere occorrerebbe avere alte percentuali dalla media e dalla lunga, ma noi non riusciamo ad alzare il livello.
Giusto a ricordarci cosa saremmo in grado di fare, nell’ultimo quarto eseguiamo da manuale due difese, ma immancabilmente sprechiamo entrambe le transizioni consegnando pallone e pallino del gioco agli avversari, che riprendono la loro marcia.
I fioi concedono al pubblico un’inutile fiammata che porta il risultato dell’ultimo parziale sul 14-11, ma è troppo tardi – invece – per concedere a se stessi un recupero, qualcosa che in passato avevamo visto in situazioni di punteggio anche più drammatiche, ma che oggi proprio non si poteva sperare.
Veramente, cancellare tutto e ritrovare se stessi, perché il valore di questa squadra, sinceramente, è un altro. C’è tutta una stagione da godersi, con sacrifici e con gioie, ma bisogna tirare fuori tutto quello che abbiamo! Forza fioi!
Sempre Forza Vigor!
