Vigor Basket Conegliano vs Rucker Academy San Vendemiano 63-66 (17-14; 28-23; 45-41)

Vigor Basket Conegliano: Riondato 6, Bevilacqua, Pellegrini, Zara 13, Spasovski 18, Torazza 4, Tonon 7, Giordano, Salvador 6, Donolato 8, Gerardi 1, Ndiaye. All. Benincà/Mozzon.

Rucker Academy: Dal Pos, Andreoli 9, Cenedese 11, Zanette 9, Canzian 2, Pederiva 10, Toninato, Mazzocato 11, Padoin 4, Camin, Marafon 4, Collodel 6. All. Cadorin/Gambillara.

Note: Conegliano TL 10/15, T3pti 2 (Zara e Spasovski). Antisportivo a Pellegrini. San Vendemiano TL 11/24.

Arbitri: Bastianel e Artico.

Diciamolo subito: questa partita non doveva finire così. Solo un harakiri poteva farci tornare a casa con una sconfitta del genere, ma noi quando era ormai fatta abbiamo pensato di dedicarci con forte spirito d’emulazione alla storia della cultura giapponese dimenticando la palla a spicchi.

Immaginando, durante l’incontro, di scrivere questo articolo a nessuno sarebbe venuto in mente di poter esordire così, perché, nonostante il nefasto epilogo, i nostri fioi hanno tenuto in mano il gioco in maniera a tratti quasi magistrale anche considerando che dovevano affrontare una squadra di valore, molto preparata atleticamente e dotata di buona tecnica complessiva. Questa illusione si è travisata da realtà fino a pochi minuti dalla sirena finale.

Vigor e Rucker sin dall’inizio hanno proceduto a braccetto, con grande intensità, ma il tema è praticamente da subito stato che li abbiamo tenuti per lo più sempre a distanza di qualche punto, come testimoniano i parziali. Prima avanti loro fino al 4-8, successivamente una nostra fiammata per poi tenerli là. Si apprezzano buoni scambi di marcatura sull’uomo, richiesti dal gioco avversario, ma soprattutto l’abilità di costringere gli avversari sulla linea dei 6,75 o comunque sulla media distanza, dalle quali loro dimostrano di non riuscire a pungere, per lo meno non quanto sarebbero in grado di fare se li facessimo entrare a canestro.

La rapidità in difesa, che aveva ben ripagato sino a metà del secondo quarto, diminuisce un po’, ma viene compensata con una buona vena realizzativa in attacco con la squadra che poi si registra molto bene nuovamente. Il campo dà buone risposte e la chiave sembra poter essere quella di tenere alto il livello agonistico e tattico per poter amministrare una partita che la Rucker non sembra poter riagguantare, nonostante il distacco non cresca mai troppo. Di fatto siamo superiori un po’ sotto ogni frangente, pur senza un divario di qualità e di risultato troppo evidente.

Si prosegue con gli attacchi che rimangono spesso ostaggi delle difese: accorte, fisiche, attente, ben impostate, tanto che si giunge alla pausa lunga con un punteggio magrolino: 28-23. Non c’è molto da aggiungere per descrivere il terzo quarto e buona parte dell’ultimo, non tanto perché il campo non mostri una bella pallacanestro, quanto perché si correrebbe il rischio di ripetere le parole già spese per descrivere quanto avvenuto sin qui.

Ma ecco una terribile sorpresa in agguato pronta a sparigliare le carte. Proprio dopo essere riuscita ad incrementare il vantaggio attorno ai dieci punti la Vigor compie il più doloroso dei suicidi sportivi abbassando la propria intensità e facendo sparire l’acume con il quale aveva condotto il gioco fino ad adesso. I nostri non mostrano alcuna scaltrezza nel custodire il vantaggio amministrando le azioni con saggia gestione dei 24 secondi, ma si producono in errori e sprechi con una fretta inusitata, concedendo agli altri di rimediare alla situazione di difficoltà. Tappeto rosso ai ragazzi della Rucker, che con le ultime forze alzano il ritmo e piazzano un parziale di 10-0 che si materializza lasciando tutti sbigottiti. Poco conta la manciata di punti che riusciamo a raggranellare di fronte a un avversario al quale proprio noi abbiamo restituito l’adrenalina. Finale di 63-66, che fa sinceramente male scrivere.

Va dato atto ai ragazzi della Rucker di non aver mai mollato e di aver saputo sfruttare ottimamente la ghiottissima occasione presentatasi. Intelligenza sportiva significa anche questo. Con un finale così i ragazzi tornano a casa con una comprensibile tristezza, ma poi, concedendoci maggiore razionalità e una visione un po’ più ampia, possiamo indugiare in qualche riflessione, anche dopo queste due partite difficili e con zero punti.

Quest’estate ci eravamo preparati a una stagione regolare potenzialmente tostissima, da coltello tra i denti, con una squadra composta soprattutto da 2010 e con pochi 2009, un amalgama da trovare, una fisicità da interpretare, e invece possiamo dire che questa Under 17 Gold è una dimensione nella quale abbiamo la nostra da dire, anzi andando orgogliosamente oltre eventuali giudizi timidi, perché – vada come vada – il livello, com’era giusto attendersi, c’è, ma si può apprezzare anche già una crescita evidente e il prossimo futuro potrà portarci altre soddisfazioni (magari facendoci trovare un poco più smaliziati nei momenti chiave). Questa partita servirà, servirà eccome! Donerà “scorza”, donerà consapevolezza.

Forza Vigor!