I nostri fioi della Under 14 Elite sono stati protagonisti, dal 25 al 28 aprile, del torneo nazionale Memorial Papini a Rimini.

Una trasferta goduta sotto tanti aspetti, per il piacere di stare in gruppo, per confrontarsi con altre realtà cestistiche di valore, per ritrovare sensazioni e provarne di nuove, guidata ottimamente sotto l’aspetto tecnico da Alessandro Benincà e da Massimo Gucci in rappresentanza della società.

Siamo stati inseriti nel girone B, raggruppamento tosto e che ha espresso anche la seconda classificata finale, cioè quella Blu Orobica che abbiamo subito dovuto affrontare al primo incontro.

Ancora pieni di scorie delle ultime partite in campionato, non siamo riusciti ad esprimere al meglio il nostro gioco, patendo la prestanza fisica, ma comunque anche il livello tecnico, dei nostri avversari. Incontro durante il quale abbiamo sofferto, ma che deve essere servito per ripulirci dalle ultime delusioni e per farci entrare in una diversa dimensione psicologica, con l’obbligo, in un certo senso, di non pensare troppo all’avversario prima della partita, alla sua posizione in classifica e alle sue qualità, non conoscendo le altre squadre direttamente.

Ed eccoci alla partita contro la squadra di San Mauro Torinese, secondo appuntamento del girone di qualificazione, dove la musica è cambiata, con i nostri che, come ci hanno abituato spesso, di colpo tirano fuori le loro doti e ci fanno capire perché sono iscritti al campionato di Élite, il massimo campionato giovanile. Lo sappiamo, non abbiamo una squadra fisicamente possente, di fatto possiamo contare su soli due lunghi e le nostre caratteristiche peculiari sono la rapidità, il giropalla sostenuto dalla tattica e la tecnica di gioco. Quando i ragazzi si ricordano questo e gli insegnamenti dei loro allenatori, che in ogni modo cercano di valorizzare queste qualità, ne sortiscono delle splendide partite, non importa se magari perse evidentemente per dettagli (Ale dixit…e questo conforta chi scrive), come quella contro i piemontesi; infatti il proseguo del torneo ha mantenuto questo marchio.

A farne le spese, da vera malcapitata, è stata la blasonata Sutor Montegranaro, squadra che rimane di qualità, ma sulla quale abbiamo imposto la nostra legge sul campo, prevalendo sotto ogni aspetto e staccandola, alla sirena finale, di ben 31 punti, dopo aver mantenuto il vantaggio per tutto l’incontro. Una partita che dà le chiavi di lettura dell’intero torneo, anche se non è stata l’unica a far lustrare gli occhi a chi era sugli spalti o a chi guardava qualche spezzone di video da casa. Quello che ha detto l’incontro con i marchigiani, al di là degli avvicendamenti resi via via necessari dal fatto che la trasferta aveva portato quattordici atleti a Rimini, è soprattutto un “bravi tutti”, con ogni nostro ragazzo che ha valorizzato al meglio le proprie caratteristiche personali, sia tecniche che di approccio psicologico.

Si è visto tutto il meglio che potevano offrire: lettura della partita (con i preziosi stimoli di Alessandro da bordo campo), attenzione ai dettagli, approccio tattico, livello tecnico, rapidità, tiro, difesa, coesione e aiuto reciproco. Quando i fioi fanno bene è giusto elogiarli: non è mistero, i nostri sono lunatici, umorali, con tutto ciò che di positivo e di negativo questo comporta, e forse ancor di più, quindi, va sfruttata l’iniezione di fiducia che in questa lunga trasferta si sono guadagnati giorno dopo giorno. Nel terzo turno contro i gialli di Montegranaro hanno anche saputo reggere con maturità e sportività ad alcuni momenti potenzialmente difficili da un punto di vista della tensione psicologica e questa deve essere riportata come una lode a parte.

Prima è stato scritto che la partita con i marchigiani ha dato le chiavi di lettura dell’intero torneo. Ammetto che qualcuno potrebbe dire che quella veramente emblematica è stata quella contro APL Lissone, di semifinale. E questo perché, se possibile, in questa abbiamo aggiunto un ingrediente, che talvolta ci fa difetto: siamo stati semplicemente incredibili nella carica agonistica e nella aggressività in difesa, sia alta che a protezione del nostro canestro, generando un numero incalcolabile di palle recuperate e di errori causati, poi ben sfruttate nei capovolgimenti di fronte.

E alla fine è un 73-55 forse addirittura meno eloquente di quello che si è visto in campo. E con avversaria un’ottima squadra, va ricordato.

Si chiude contro la Jolly di Reggio Emilia, compagine molto dotata fisicamente, specie in altezza, ma anche da un punto di vista tecnico con tiratori di tutto rispetto. Il nostro livello scende un po’ rispetto alle altre partite, anche a causa di infortuni e in generale di condizioni fisiche non al meglio per qualcuno dei nostri ragazzi, mentre loro rimangono regolari nei quattro quarti e alla fine portano a casa meritatamente l’incontro di commiato. Ciò non toglie valore al “ponte riminese” della Vigor, in generale ed anche come giudizio sullo stesso ultimo incontro.

Si può affermare che il gruppo torna a casa soddisfatto delle prestazioni e dell’esperienza di sport e umana, importante per i giovani di una squadrache hanno potuto rimanere a contatto tutto il giorno e che hanno avuto l’occasione speciale di apprezzarsi, di capirsi, di valorizzare più ampiamente i propri aspetti caratteriali oltre che più prettamente sportivi in campo. Un prezioso bottino. Da far fruttare.

Un grazie a chi ha permesso tutto ciò, in campo così come fuori, è la degna chiusura di queste righe. Forza, fioi! Adesso si riprende con le ultime tre gare di campionato. Date il meglio!