Monfalcone vs Serie C Gold

 

Monfalcone:Tossut 14, Tonetti 3, Scutiero 18, Schina 14, Bonetta 12, Rorato 3, Soncin, Colli 12, Kavgic 17, Cossaro 1, Zuccolotto 1. All. Tomasi, Franco, Tessarolo.

AMB Vigor Conegliano: Vendramelli 10, Moro 10, Cosmo 15, Alberti 22, Piccin, Tintinaglia 7, Michelin 5, Piovesana, Modolo, Alpago 10, Bosco, Zanchetta. All. Fuser, Francescon, Fardin.

Arbitri: Rossi e Carbonera.

Note: Monfalcone TL 24/28, T3pti 9/22 (4 Scutiero, 2 Bonetta, 2 Tossut, 1 Tonetti), T2pti 22/35, tecnico a Bonetta. Conegliano TL 12/21,T3pti 9/24 (4 Cosmo, 2 Alpago, 1 Vendramelli, 1 Tintinaglia, 1 Michelin) T2pti 20/45, tecnico alla panchina.

Che non sia un periodo facile, vista la pioggia di infortuni, è un dato di fatto.
Che il trittico di partite affrontato in queste ultime giornate non fosse agevole è altrettanto oggettivo. Le tre sconfitte subite a Caorle, con Mestre e quest’ultima a Monfalcone, sarebbero state comunque accettabili anche se maturate nelle nostre condizioni migliori.


Come ho già detto nelle ultime settimane, dunque, niente alibi e niente di cui preoccuparsi eccessivamente. La Vigor scesa sul parquet poco distante dai cantieri navali goriziani non è un’imbarcazione alla deriva. Ha solo perso la rotta, presa dal panico, a causa di mareggiate inaspettate di fronte alle quali l’equipaggio non ha saputo farsi trovare pronto.

La sensazione è stata ancora una volta la stessa: poca convinzione nei propri mezzi.
Il canovaccio della partita è stato ancora una volta lo stesso: approccio volenteroso e smarrimento a seguito delle prime difficoltà ed ai primi grossolani errori che hanno permesso agli avversari di prendere fiducia ed un vantaggio consistente. Fiducia. Questo è il valore chiave che manca nella nostra circolazione sanguigna, personale e di squadra.

Ho provato a cercarla anche su Amazon, ma a quanto pare è un qualcosa che non si può comprare. In realtà non è necessario, di fiducia da parte dello staff e della società ne piove di continuo sui ragazzi, che però faticano ad assimilare.
Eppure è stato lampante anche domenica che la partita potesse essere ampiamente giocabile, l’abbiamo dimostrato ogniqualvolta il piede è stato affondato sull’acceleratore in difesa prima che in attacco. Ogniqualvolta la concentrazione e l’aggressività difensiva hanno prodotto transizioni e giocate offensive efficaci.

Scutiero, Kavgic e Colli hanno infatti infierito solo quando abbiamo gentilmente concesso loro facili tiri piazzati, numerosi rimbalzi offensivi e la possibilità di sfruttare corpo e malizia.
Chi ci ha fatto più male, però, sono state le “seconde linee” a disposizione di coach Tomasi: Tossut, Bonetta e soprattutto Schina. Canestri e giocate fondamentali, effettuate dai giocatori sulla carta meno preoccupanti, ci hanno tagliato le gambe ad ogni tentativo di rientro in partita.

Nei primi quindici minuti, soprattutto, la sensazione che potessimo “restare lì” tutto sommato si è avuta. Salvo i primissimi atti di gioco, abbiamo galleggiato in svantaggio di 7, massimo 10 punti, tra svarioni difensivi e attacchi lenti. Giocando il nostro basket, quello di cui siamo capaci, non saremmo mai e poi mai arrivati al -15 dell’intervallo ed al -20 di fine terzo quarto. Le già menzionate vampate hanno prodotto qualche break e nulla più, l’atteggiamento giusto mostrato in quei tratti ha innervosito gli avversari ma senza far mai perdere loro completamente la testa. Proprio perché discontinuo.

Alberti è stato la solita costante, Cosmo ha giocato la propria miglior partita della stagione, Vendramelli e Alpago si sono alternati fornendo il proprio apporto seppur con qualche minus di troppo, Tintinaglia ormai non sorprende più, ma dobbiamo e possiamo dare tutti qualcosa di più. Ritmo, intensità, serenità. Perché, come non è il caso di giocare col muso lungo, non ci dev’essere spazio nemmeno per il nervosismo.

Domenica prossima avremo un avversario temibile da affrontare, che al contrario di noi arriva da tre vittorie di fila. Sei punti però ottenuti dopo otto giornate senza referto rosa. Avremo di fronte la dimostrazione che le correnti possono cambiare. Avremo di fronte una squadra che ben conosciamo perché affrontata anche negli ultimi due campionati di C Silver. Avremo di fronte anche il nostro amico Cagnoni, ma non ci potrà essere spazio per i buoni sentimenti.

Ci serve una scintilla per rinvigorire quel “sacro fuoco” che ci appartiene e che abbiamo lasciato calare ma non spegnere.

Coraggio fioi! Ripartiamo!

Forza Vigor!

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