AMB Vigor Conegliano: Vendramelli 9, Michelin 14, Rivaletto 2, Moro 11, Cosmo, Spessotto 14, Alberti 20, Tintinaglia, Piccin, Zanchetta 4, Modolo, D’Arsiè. All. Fuser, Francescon, Fardin.

Basket Oderzo: Verso, Valesin 9, Ongaro, Barraz, Tracchi 7, Cancian, Ibarra 7, Infanti 13, De Min 9, Zamattio 3, Sanad 5, Zambon 17. All. Steffè, Gambarotto, Lorenzon.

Arbitri: Frigo e Lamon.

Note: Conegliano TL 20/29, T3pti 6/23 (2 Michelin, 2 Moro, 1 Vendramelli e Spessotto), uscito per cinque falli Michelin. Oderzo TL 13/19, T3pti 7/33 (3 Infanti, 2 De Min, 1 Valesin e Sanad), uscito per cinque falli Valesin e De Min.

La Vigor che batte la corazzata Oderzo?

E chi se l’aspettava?! Onestamente, credo nessuno. Quantomeno prima della palla a due. Tranne quelli che credono alle favole.

La carta cantava forte e chiaro: da una parte, quella ospite, c’era una squadra costruita con un mix di giocatori di categoria superiore e dei migliori prodotti del settore giovanile per marciare su tutto e tutti alla ricerca di una DNB che da troppo tempo manca lungo il tratto opitergino del Monticano. Dall’altra, un manipolo di giovani, coeso, affiatato, poco esperto ma pronto a lottare fino all’ultima giornata che varrebbe quanto una promozione.


Dopo pochi minuti di gioco, però, a quella carta in pochi davano ancora retta. E più passava il tempo, più quegli stessi pochi si rendevano sempre più conto che sì, stavano assistendo ad uno scontro alla pari. Anzi, ad una partita in cui “Davide” comandava nel gioco, col bel gioco, nella cattiveria agonistica e nel risultato, mentre “Golia” combatteva con le streghe, lamentandosi ad ogni colpo subito, affidandosi all’abbondanza di talento senza tuttavia trovare il giusto passo gara per spazzare anche il parquet del PalaVigor e sentiva sempre meno sicura la presa sulla sesta vittoria consecutiva ed il primato in classifica.

Eh già, perché il primo vantaggio casalingo ottenuto con una tripla di Michelin non era solo un fuoco di paglia, ma la fiammella che accendeva l’ardore dei ragazzacci di Fuser. Dall’altra parte del tavolo dei refertisti, coach Steffé, grazie all’esperienza di chi ne ha viste parecchie di queste paradossali situazioni, deve aver intuito che quella a Conegliano non sarebbe stata una semplice gita fuori porta, tuttavia senza riuscire a chiamare tempestivamente il 115. L’incendio biancorosso era divampato.

Il fumo agli occhi dei giocatori opitergini ha tolto loro lucidità e serenità, tanto da influire senz’altro su percentuali al tiro sotto lo standard abituale, pur essendo conclusioni spesso “aperte” con la difesa in ritardo o addirittura assente. Ci ha provato Tracchi ad innescare se stesso ed i propri compagni (per lui saranno 11 gli assist a fine gara), ma ad esclusione di un Zambon sgusciante nei pick&roll, i vari Valesin, Infanti e Ibarra hanno invece spesso sciupato litigando col ferro.

Nel frattempo Alberti, pur pagando centimetri e chili a Zambon, De Min e Zamattio, sembrava un dueequindici e non faceva sconti alla società che l’ha cresciuto cestisticamente facendo canestro su azione ma soprattutto dalla lunetta, caricando di falli i lunghi avversari. Indemoniato.

Dopo aver raggiunto il 22 pari con cui si è chiuso il primo quarto e “gestito” la prima metà del secondo con Michelin e Spessotto a sfornare assistenze pralinate, i biancorossi di casa hanno buttato giù il gas e in un amen si sono ritrovati a +11, precisamente 42-31 con 2’30” da giocare. Corse, contropiedi, intensità: i nostri sono canestri di voglia, il talento rimane a guardare.

Il mago Steffé, però, ha estratto dal mazzo della panchina la carta giusta, la #21. Sanad, sfidato al tiro dal nostro Spess, non si è fatto problemi ad infilare 5 punti in fila e dare il “la” ad un contro parziale ospite di 10-1. Vampata Vigor estinta, i nostri sono così tornati in spogliatoio in vantaggio di due sole lunghezze.

In tribuna in molti l’avranno pensato, “ecco, li abbiamo fatti rientrare e adesso questi ci rullano!”. In spogliatoio, invece, la tensione positiva non è calata di un Volt.

Michelin ha aperto il terzo periodo con un “fallo e vale”, Valesin ha speso su di lui il terzo ed il quarto personale e si è seduto furibondo in panchina. Il nervosismo in casa Oderzo è lampante. Il continuo chiacchierio non ha però disturbato la concentrazione dei nostri, che, faticando per qualche minuto a trovare il fondo della retina, vengono improvvisamente trascinati fuori dall’empasse da una tripla ignorante e da due tiri liberi di Moro che hanno permesso di chiudere in vantaggio anche questo parziale.

Ultimi dieci minuti.

Il bocia Piccin ha portato l’esperto Valesin a commettere il suo quinto ed ultimo fallo da spendere, Infanti ha sbottato e preso “tecnico”, Spessotto e ancora Moro hanno punito l’eccesso di zelo opitergino. A metà il tabellone recitava: 65-59.

Perso il fosforo di Michelin per falli, la Vigor ha subito un 7-0 chiuso da Ibarra che ha riportato sopra gli ospiti di un punto, 65-66. Ma “genio e sregolatezza” dei nostri piccoli in campo non sono stati al gioco: due punti dalla linea della carità per Moro, tripla in transizione per Vendramelli, 70-66. Tracchi ha poi segnato col fallo sbagliando però il libero aggiuntivo e il Rouge Alberti non aveva ancora finito la propria opera: subito fallo da De Min, il quinto, e due tiri dalla lunetta a segno. Canestro di Zambon, rimessa in campo e sfondamento di Vendra, 72-70 con 26” sul crono. Oderzo ha cercato la tripla del sorpasso con Ibarra ed Infanti trovando solo il ferro. La seconda carambola è terminata sul fondo. Rimessa Vigor. Palla ancora in mano al “rosso”, fallo subito, mani ferme, 2/2. 74-70. Delirio!

Giusto così. I ragazzi se la sono meritata, l’hanno voluta, l’hanno aggredita per quaranta minuti la partita, portando sul parquet tutto quel che avevano, impavidi di fronte ad un avversario evidentemente più dotato sotto diversi punti di vista. E l’hanno vinta!

Questa “scherzetto” nella notte di Halloween sarà probabilmente presto dimenticato dalla squadra di Steffé, o forse ne farà tesoro per evitare altri sgambetti, chissà.

Per noi non dovrà invece essere il punto massimo, ma semplicemente un altro passo che ci darà fiducia nei reali mezzi a disposizione. Un tassello che ci deve dare la consapevolezza nel fatto che ogni partita va giocata fino alla fine (e non metà come a Corno) e che il tabellone le sentenze le dà solo alla sirena finale!

Grandi fioi!

Forza Vigor!

0
0
0
s2sdefault