AMB Vigor Conegliano: Vendramelli 12, Piccin, Rivaletto 9, Cagnoni 17, Cosmo 6, Spessotto 10, Casagrande 5, Mariani 3, Cinganotto 8, Rossi 8, Gellera 5, Bortolini 4. All. Sfriso/Fuser/Francescon.

Play Basket Carrè: Delgado Dos Santos 9, Mabilia 12, Filippini 15, Caridi 4, Zecchinati 2, Agnolin 4, Testolin 2, Ceresara, Fongaro, Borgo, Grotto, Dalla Vecchia 7. All. Miotti/Bonato/Curiele.

Arbitri: Tramontini e Gavagnin.

Note: Conegliano TL 17/21, T3pti 10/25 (4 Cagnoni, 2 Rossi, 1 Rivaletto, Casagrande, Mariani e Cinganotto), antisportivo a Gellera. Carrè TL 9/15, T3pti 2/16 (Delgado Dos Santos e Mabilia), fallo tecnico alla panchina.


“Per vincere ci vuole del talento, per continuare a vincere serve anche il carattere.”

Questa massima del guru John Wooden credo incarni alla perfezione la mentalità che, ancora una volta in questi playoff, ancora una volta tra le mura del PalaVigor in particolare, i ragazzi hanno portato ancora una volta in campo nella prima gara di semifinale al cospetto di una formazione, quella vicentina, senza dubbio ostica ed ostile alle nostre corde, tanto da averci finora sempre battuti in questa stagione.


A differenza delle prestazioni finora offerte contro gli uomini di Miotti (ed in altre occasioni contro squadre simili nel corso del campionato), stavolta si son viste, negli occhi dei ragazzi, ancor maggiore determinazione e ferocia agonistica, che hanno permesso, minuto dopo minuto, di sgretolare le certezze di una squadra quadrata come quella del Pizeta Express, incapace via via di trovare appoggi solidi e sicuri sui propri uomini chiave e di controllare la crescente frustrazione conseguente.

Privati come ormai assodato del totem Borgo, i vicentini si son visti aggrediti, specialmente sugli esterni, fin dalla palla a due, con l’ultimo assoldato Casagrande nelle mutande del funambolo Mabilia ed una difesa ben organizzata sulle folate di Filippini, vera spina nel nostro fianco nell’ultima partita del girone di ritorno, e sull’atletismo di Delgado Dos Santos, incapace di trovare spazi e tempi per il suo step back.

Dalla difesa aggressiva, specie dall’inizio del secondo quarto in poi, Cinganotto e compagni hanno tirato fuori e consolidato il carattere necessario a costruire il primo mini break di 6-0 propiziato dai recuperi di Vendramelli e Rossi finalizzati dallo stesso #4 biancorosso e due volte da Spessotto.

Ancora con Vendramelli (and one) è arrivato il +11 che ha innescato la prima crepa anche nel sistema nervoso ospite, con coach Miotti talmente agitato e furibondo da procurarsi un fallo tecnico.

È stato, col senno di poi, il crocevia che ha incanalato inerzia e forza mentale a favore dei nostri per i rimanenti 25’.

Con un 5-0 firmato in proprio da Gellera il distacco è maturato a 18 lunghezze, ridotte a 13 dal solito Filippini poco prima dell’intervallo lungo, ma al rientro sul parquet il capitano, imbeccato da Cagnoni, ha scagliato prima la tripla che ha messo subito in chiaro le intenzioni (replicato l’azione successiva dal nostro Red Mamba) e catturato poi il rimbalzo offensivo con canestro che ha siglato il +20.

Zecchinati e compagni hanno poi timidamente provato a restare in partita, trovando anche canestri dal coefficiente di difficoltà altissimo come la tripla di Mabilia in svitamento dalla linea laterale sullo scadere dei 24”, ma a cavallo tra terzo e quarto periodo ci ha pensato ancora Cagnoni con tiri liberi, triple ed assist pralinati (per lui 4/6 dall’arco, 3/4 dalla linea della carità e 7 assistenze) a rilanciare i propri compagni verso la fuga decisiva ed inesorabile.

Rossi con altre due bombe in fila (per lui, invece, una prestazione soprattutto difensivamente incisiva con 5 recuperi e diverse palle perse indotte) e Rivaletto con una delle sue fiammate, hanno poi scavato il +32 finale, a suggello di una prestazione di squadra da incorniciare.

Il quadro, però, non dev’essere dimenticato in un angolo della soffitta, il piccolo capolavoro dovrà invece rimanere lì davanti agli occhi di ognuno di voi come miglior esempio e stimolo per la prossima partita di Dueville in cui il Pizeta Express darà senza dubbio l’anima per provare a tornare mercoledì prossimo ai piedi del colle di Giano.

Le leggerezze di Albignasego, proprio nell’attenzione e nella caparbietà difensiva, dovranno, quelle sì, restare tra i ricordi impolverati della già citata soffitta, lasciando spazio al carattere ed al talento che abbiamo dimostrato di possedere, ovvero tutto quel che serve per guadagnarci, quantomeno, la possibilità di continuare a sognare disputando la tanto agoniata finale sfuggita un anno fa’.

Forza fioi! Forza Vigor!

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