AMB Vigor Conegliano: Vendramelli 4, Rivaletto 4, Cagnoni 28, Spessotto 9, Favalessa, Mariani 10, Tintinaglia, Cinganotto 15, Rossi 3, Gellera, Bortolini 10, Bosco. All. Sfriso/Fuser/Francescon.

Abano Montegrotto: Tognon 4, Scarin 3, Baccarin 4, Gallo 8, Oliva, Livio 7, Zanardi 3, Mancini 10, Badon 8, Pressanto 8, Lovisetto 3, Cecchinato 3. All. Anselmi/Brigo/Balbo.

Arbitri: Tondato e Berton.

Note: Conegliano TL 17/27, T3pti 10/22 (4 Cagnoni, 2 Cinganotto, 2 Spessotto, 1 Mariani, 1 Rossi), fallo tecnico alla panchina. Abano TL 21/31, T3pti 2/10 (1 Scarin e Pressanto), fallo tecnico alla panchina, fallo antisportivo a Badon e Pressanto.

Terza vittoria di fila, per la terza volta contro una diretta concorrente per un posto “al sole” ai playoff, per la terza volta con uno scarto maggiore o uguale a 20 punti e terzo posto in classifica solitario. Non c’é dubbio, TRE é il numero perfetto!

Perfetta infatti é stata anche la prestazione fornita dai ragazzi contro l’inaspettata outsider di questo campionato, ovvero Basket Abano Montegrotto, una squadra solida e ben preparata tecnicamente, tatticamente e fisicamente, capace di metterci in grosse difficoltà soprattutto nei primi due quarti con la propria difesa, fatta di continui passaggi dalla “uomo” alla “zona pari”, che non ha quasi mai concesso canestri facili al nostro attacco in alcuni casi costretto alla ricerca di soluzioni estemporanee.

Ma la posta in palio era troppo accattivante per capitan Cinganotto & Co. che, di fronte alla possibilità di portarsi sostanzialmente a +4 in graduatoria sui termali, hanno dimostrato ancora una volta che la loro pasta in questo momento é dura da scalfire e che la mentalità cannibale e legalmente “sporca” é un plus che li sta facendo galleggiare al di sopra di ogni tentativo di nervosismo e difficoltà portati sul parquet dagli avversari.

Come detto, la partenza é stata tutt’altro che in discesa, con la difesa 1-3-1 comandata da coach Sfriso che non dava i buoni frutti raccolti nel match di andata e gli avversari evidentemente pronti a fronteggiarla tanto da andare presto in vantaggio fino al 7-2, ma la reazione non si é fatta attendere molto ed in un amen Cagnoni, Bortolini e Mariani hanno prodotto un 12-0 che tuttavia non ha spaventato gli uomini di Anselmi, capaci di rimanere comunque attaccati alla partita con la presenza fisica di Mancini sotto canestro.

Proprio dall’uomo di maggiore esperienza dei termali sono infatti poi arrivati nel secondo quarto il “fallo e vale” del pareggio ed il sorpasso ad un paio di minuti dalla sirena, con i nostri ingabbiati dalla zona e dai problemi di falli di due pedine “chiave” come Cinganotto e Mariani.

Ma Cagnoni, cavalcando l’onda del suo stato di grazia (per lui saranno 28 i punti finali con 6/8 ai liberi, 5/8 da due e 4/6 da tre) , si é a quel punto caricato la squadra sulle spalle mettendo i due tiri liberi del controsorpasso prima e realizzando al rientro dall’intervallo 11 dei primi 15 punti, ovvero permettendo di mantenere un vantaggio di 4/5 lunghezze arrotondato poi da una bomba del capitano e dal “buzzer beater” sempre dai sei e settantacinque di Spessotto per il +12 di fine quarto.

Come spesso é accaduto ultimamente, pero’, é stato Cinganotto a decidere e chiudere la partita (per lui invece 15 punti tutti realizzati nella seconda metà di gara e la solita garra in difesa) con un’altra tripla ed un “and one” di forza che hanno dilatato il gap fino al +17, coi termali a quel punto in preda al nervosismo, tra falli tecnici ed antisportivi, ed al disordine tattico fino alla sirena finale.

Ci tengo a sottolineare un paio di cose.

La prima: le prove balistiche di Cagno & Cinga balzano sicuramente all’occhio e vanno riconosciute, ma quel che il tabellino non dice é che la cabina di regia comandata dal trio Bortolini-Mariani-Rossi ha prodotto oltre ad un buon bottino di punti anche 13 assist, a testimoniare la padronanza del gioco (e dei ritmi) raggiunta, che con la sua armonia e dinamicità ha notevolmente alzato le medie realizzative di squadra nelle ultime tre partite e, di pari passo al calo delle sbavature difensive, portato tre scarti importanti.

La seconda: l’esordio in Prima Squadra di un altro millennial, ovvero Andrea Favalessa, che, impiegato anche in momenti catartici della partita, non ha trasudato emozione ma ci ha messo faccia tosta portando i suoi buoni mattoncini alla causa di squadra.

La strada per un posto “al sole” in primavera rimane ancora lunga e ricca di insidie, a partire dal derby di domenica prossima, per cui continuiamo ad alzare i giri del motore ragazzi, col lavoro e la fiducia!

Bravi! Bravi! Bravi!

Forza fioi! Forza Vigor!

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