Virtus Isola della Scala: Tonolli 9, Bertaglia 2, Cordioli 13, Schintu, Perlini 10, Pizzamiglio 1, Bianchi 7, Bortolotto, Gueye 16, Griso, Gandini 10, Morati 5. All. Brentegani.

AMB Vigor Conegliano: Vendramelli 12, Piccin, Rivaletto, Cagnoni 9, Cosmo 3, Mariani 6, Tintinaglia, Cinganotto 19, Rossi 4, Gellera 5, Bortolini 10, D’Arsié. All. Sfriso/Fuser/Francescon.

Arbitri: Tadic e Chignola.

Note: Isola della Scala TL 7/15, T3pti 9/31 (3 Cordioli, 2 Perlini, 2 Gandini, 1 Tonolli, 1 Bianchi). Conegliano TL 12/16, T3pti: 8/24 (3 Cagnoni, 2 Vendramelli, 2 Cinganotto, 1 Cosmo).

Al contrario di quella di Peter Pan, domenica scorsa l’Isola veronese ha dimostrato ai ragazzi di coach Sfriso di esserci eccome e che i numeri in classifica hanno sempre un valore relativo quando in campo si gettano maggiori motivazioni ed agonismo.


Per l’ennesima volta, infatti, contro una squadra atleticamente e tecnicamente non di certo superiore, è stata la “garra” in alcuni latente a farci impantanare nelle risaie isolane, con la truppa di coach Brentegani che ha interpretato alla perfezione per tutti i 40 minuti il proprio basket, fisico e malizioso in difesa a protezione del proprio ferro, lento ma efficace in attacco, abile a sfruttare il mismatch di stazza con Gueye spalle a canestro piuttosto che la buona mira dei propri tiratori.

E noi? Per carità, non siamo di certo stati lì semplicemente a guardare, ma lo spirito combattivo di capitan Cinganotto, che con rinnovata tonicità alla solita verve in difesa ha aggiunto una prestazione offensiva completa di punti e assistenze, non è bastato a trascinare i propri compagni verso lo standard necessario ad avere la meglio in queste situazioni, rese ancor più ostiche in corso d’opera dalle “scavigliate” che hanno messo fuori gioco Cosmo prima e Mariani poi.

Il canovaccio della partita è stato pertanto lo stesso dalla palla a due alla sirena finale, ovvero coi padroni di casa costantemente in vantaggio ed i nostri ad inseguire, tra continui cambi di difesa a uomo e a zona e di soluzioni tattiche in attacco che non hanno tuttavia permesso di andare oltre il -1 raggiunto in un paio d’occasioni (vabbè, eccetto l’8-8 di metà primo quarto durato pochi secondi).

Trovare la forza psicologica per invertire un’inerzia e sorpassare dopo svariati minuti passati a rincorrere non è di certo cosa facile, ma proprio qui sta il punto: col giusto approccio alla battaglia, avuto ad esempio nelle due precedenti partite, è più facile evitare di dissipare energie mentali in frustrazioni da gioco “sporco”, partendo magari proprio dall’idea di adeguarsi e dover sporcare anche le nostre stesse mani.

Ma detto questo e nonostante i due punti lasciati in terra veronese, abbiamo perso un’altra battaglia ma non la guerra ed il nostro obiettivo rimane lì alla nostra portata! Traiamo le giuste considerazioni dai falsi passi fatti e cerchiamo di limare i difetti ma non facciamoci condizionare, nemmeno dagli infortuni che continuano a tenerci cattiva compagnia. Abbiamo più volte dimostrato di saper andare oltre le circostanze e quanto possiamo valere. E allora dai, dai che ‘ndemo!

Forza fioi! Forza Vigor!

0
0
0
s2sdefault