Pall. Mirano: Negri, Scaramuzza 1, Nalesso 6, Birello, De Lazzari 8, Serena R. 26, Ranzato 18, Baretta, Gambato 7, Serena F. 18. All. Girotto, ass. Squizzato.

AMB Vigor Conegliano: Piccin, Rivaletto 6, Cagnoni 18, Spessotto 16, Dalle Vedove 3, Mariani 6, Cinganotto 11, Rossi 7, Gellera, Marsura, Bortolini 13. All. Sfriso, ass. Fuser e Francescon.

Arbitri: Tondato e Corró.

Note: Mirano TL 16/24, T3pti: 3/12 (2 Serena R., 1 Nalesso), uscito per cinque falli Serena F., antisportivo a Negri e Gambato. Conegliano TL 15/29, T3pti: 8/23 (3 Cagnoni, 2 Rivaletto, 1 Dalle Vedove, Mariani e Cinganotto), usciti per cinque falli Spessotto, Mariani e Cinganotto, antisportivo a Cagnoni.

La palestra di via Villafranca si conferma ancora una volta parquet inviolabile per la nostra Prima Squadra, che per la quarta volta nelle ultime tre stagioni di C Silver disputate, tra fase regolare e playoff, torna al colle sconfitta dai bianco blu di Mirano.

Più che di parquet, stavolta, sarebbe quasi più corretto parlare di “ring”, perché, per la fisicità e l’agonismo con cui le due squadre hanno interpretato l’incontro con il “benestare” di un metro arbitrale equamente permissivo, abbiamo assistito ad un match piuttosto maschio da cui è uscita vincitrice dopo ben due supplementari la squadra con maggior esperienza, cinismo e nervi saldi nei momenti catartici.

Capitan Cinganotto e compagni non si sono di certo estraniati dalla lotta, ma pur dando la sensazione di essere in partita fin da subito trovandosi in vantaggio 12-6 dopo pochi minuti non sono mai riusciti poi a costruire lo strappo decisivo, a sferrare il colpo del ko per mettere al tappeto l’avversario, dimostratosi buon incassatore e pronto talvolta a reagire ai jab di Cagnoni e Spessotto grazie soprattutto ai jumper di Riccardo Serena ed ai semiganci di Filippo Serena.

È poi successo che, con le rotazioni già accorciate dalle assenze di Vendramelli e Cosmo (c’è da dire che anche coach Girotto non poteva contare su Bonivento e Zanatta, entrambi in tribuna) ed i precoci problemi di falli di Gellera e Cinganotto, si è aggiunto l’infortunio al ginocchio di Marsura (per cui teniamo le dita incrociate fino alla risonanza magnetica) che nel terzo quarto si è visto costretto a lasciare il campo sorretto a braccia dai compagni, togliendo loro dal campo, suo malgrado, una bombola d’ossigeno.

In un tira e molla, spingi e sgomita, che non vede nessuna delle due contendenti superare i 4 punti di vantaggio sull’altra, si è arrivati a poco più di un minuto dal termine del tempo regolamentare in perfetta parità e con la tensione evidentemente palpabile.

Sul +3 propiziato da Bortolini e Cagnoni, Filippo Serena ha realizzato il -1 con 19” da giocare; in seguito al time out chiamato da coach Sfriso, Bortolini si è trovato di nuovo in lunetta realizzando ahi noi solo uno dei due tiri liberi e la difesa sul ribaltamento di fronte, aggressiva ma non fallosa, è collassata sul più bello permettendo ancora al #19 di casa di portare la partita all’overtime.

Tra antisportivi e fiato sempre più corto da ambo le parti, anche Bortolini ha gettato la spugna per crampi e, sul punteggio di 76 pari ottenuto dal nostro capitano con un arresto e tiro nel cuore dell’area miranese a pochi secondi dalla quinta sirena, è stato stavolta Mariani a “crocifiggere” un avversario stoppando il tentativo di canestro vittoria e prolungando così le speranze e l’ansia del pubblico in tribuna.

Nel sesto round, però, i nostri nervi si sono completamente scoperti e con le uscite per falli di Spessotto, Mariani e Cinganotto, i guantoni si sono definitivamente abbassati (o meglio dire chinati) alla freschezza atletica e mentale di Riccardo Serena che con oltre 40’ di campo nelle gambe a 35 primavere compiute è stato capace di trovare ancora i canestri decisivi.

Onore dunque ad un avversario che, in difficoltà di classifica, contro di noi ha esibito una prestazione stoica, di certo incoraggiata anche da alcune nostre mancanze di lucidità, sangue freddo e mordente che lo hanno tenuto in piedi per 6 lunghissimi round.

La lezione (ed è la terza dopo Lido e Albignasego) ci dovrà dunque servire per analizzare e lavorare ancora una volta su alcune nostre lacune, talune rientranti nella sfera tecnico-tattica, altre riguardanti invece la sfera dell’atteggiamento e dell’approccio alla battaglia e che pesano senz’altro di più.

Siamo ancora terzi in classifica ed i conti si fanno comunque alla fine! Siamo soprattutto un gruppo e solo con l’apporto positivo di tutti i conti ci potranno sorridere! Per cui, lavoriamo serenamente e divertiamoci col gioco più bello del mondo!

Forza fioi! Forza Vigor!

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