Come la teoria secondo cui l’universo ebbe origine da un’esplosione, anche il campionato della nostra C Silver ha avuto inizio con un “grande botto”.

Tutti ci auguravamo di certo un esordio vincente, ma nessuno francamente si aspettava che il tabellone finale segnasse un roboante +36, risultato ancor più clamoroso se pensiamo che per questione di un minuto la partita ha rischiato di non vedere la palla a due e terminare alle 18:00 con un 0-20 a referto.


La palla a due invece c’è stata, dopo 20’ extra di riscaldamento passati di fronte ad una tribuna colorata dalle coreografie e dall’entusiasmo dei nostri giovanissimi del minibasket, ed il primo quintetto ha proposto subito il debuttante Luca Marsura e comunque un Gellera in campo, con Bortolini, Spessotto ed il bomber Cagnoni.

Al Palsport di via Filzi non si sono viste di certo particelle in espansione e formazione di galassie, ma qualche analogia con il Cosmo c’è comunque stata. Il nostro #8, Marco Cosmo per l’appunto, è stato infatti uno degli iniettori dello scoppio che ha risvegliato i propri compagni dall’empasse del primo quarto terminato in svantaggio di 2 soli punti, con preziosi canestri dentro e fuori l’arco dei 3 punti, coadiuvato da un Mariani capace di trovare il fondo della retina per 4 volte nelle prime 4 conclusioni non esattamente agevoli, e dal solito Cagnoni.

Si è così giunti all’intervallo lungo con un rassicurante ma non troppo +10, maturato anche grazie ad una difesa finalmente più efficace sui pick&roll avversari che portavano Di Laurenzio e Romano a facili appoggi da sotto ben imbeccati da Contessa.

Al rientro, poi, c’è stato lo strappo decisivo, con le serrande difensive completamente chiuse per quasi 8’ ed una sinfonia di canestri dall’altra parte del campo ottenuti in ogni modo, dal contropiede a pregevoli giochi a due, specie sull’asse Cagnoni-Cosmo, che hanno disinibito i vari Spessotto, Rossi e Bortolini su tutti, ma anche Rivaletto rientrante da un infortunio alla caviglia ed il deb Emanuele D’Arsiè, che nell’ultimo periodo hanno trovato minuti e punti importanti ai fini del recupero e della crescita.

Come si suol dire, “buona la prima”, ma rimanendo sui detti popolari, e facendo tutti gli scongiuri, preferisco citare un “se il buongiorno si vede dal mattino...” anche se in realtà mattino non è, bensì la continuazione di un tempo e di un processo iniziato all’alba di un anno fa da un gruppo che, reintegrando anche a breve “l’indiano” Dalle Vedove, avrà modo di tirar fuori tutti gli ulteriori margini di cambiamento e miglioramento.


L’universo biancorosso sta ancora prendendo forma.. forza Vigor!

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